Piovono detriti dal ponte ferroviario dell’Angitola, danneggiata un’auto

Parabrezza scheggiato e tanta paura per una coppia di Polia in transito sotto il viadotto San Francesco. «Già bisogna stare attenti a buche ed erbacce - denunciano -, ora anche ai pericoli dall’alto»
Parabrezza scheggiato e tanta paura per una coppia di Polia in transito sotto il viadotto San Francesco. «Già bisogna stare attenti a buche ed erbacce - denunciano -, ora anche ai pericoli dall’alto»
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Quando il pericolo arriva dall’alto. Non bastassero le già precarie condizioni della strade nostrane, agli automobilisti vibonesi, in certi casi, tocca fare i conti anche con i rischi che arrivano da altre opere infrastrutturali, evidentemente non in ottimali condizioni di manutenzione. È quello che è avvenuto nei giorni scorsi nei pressi del Bivio Angitola dove un’auto in transito, proveniente da Polia, è stata colpita da alcuni calcinacci caduti dal viadotto ferroviario San Francesco. Materiale che ha provocato la rottura del parabrezza dell’auto e che solo per un caso fortuito non ha avuto conseguenze dirette anche sugli occupanti del mezzo. Grande il rischio corso e altrettanto consistente lo spavento rimediato dalla coppia a bordo dell’auto, colpita dal materiale inerte mentre transitava sotto il ponte ferroviario nei pressi dell’incrocio per Filadelfia. Sul posto, a refertare il singolare incidente e i danni riportati dal mezzo, sono intervenuti anche i carabinieri di Pizzo. «Non è ammissibile – sostengono i protagonisti della vicenda – correre rischi simili lungo queste strade sempre più pericolose. Già tocca fare i conti con condizioni di viabilità pessime: buche grandi come crateri, restringimenti di carreggiata e sterpaglie. Se poi bisogna guardarsi anche da ciò che arriva dall’alto, davvero è segno che questo territorio è abbandonato a se stesso. A noi è andata bene, ce la siamo cavata con un danno alla macchina e con un grande spavento, ma chi ha responsabilità in questo caso intervenga al più presto prima che accada qualcosa di ben più grave».

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