Rinascita-Scott: chiesti 8 anni di carcere per Giacomo Cichello

E’ ritenuto il braccio-operativo del boss Leone Soriano. Il padre era consigliere comunale a Filandari e si è dimesso dopo una nostra inchiesta. Si tratta della prima richiesta di pena nell’ambito della maxinchiesta della Dda
E’ ritenuto il braccio-operativo del boss Leone Soriano. Il padre era consigliere comunale a Filandari e si è dimesso dopo una nostra inchiesta. Si tratta della prima richiesta di pena nell’ambito della maxinchiesta della Dda
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Otto anni di reclusione per il reato di associazione mafiosa. Questa la richiesta di pena avanzata dal pm della Dda di Catanzaro, Annamaria Frustaci, dinanzi al gup distrettuale nei confronti di Giacomo Cichello, 33 anni, di Filandari, coinvolto nella maxinchiesta Rinascita-Scott. Nei suoi confronti e di altri sei imputati di appartenere al clan Soriano di Filandari, il 2 aprile scorso era stato disposto il giudizio immediato. Giacomo Cichello aveva però successivamente optato per il rito abbreviato non venendo così unificata la sua posizione a quella degli altri 6 imputati confluita nell’altro processo – già aperto dinanzi al Tribunale di Vibo – nato dall’operazione “Nemea”. La richiesta di pena ad 8 anni è già scontata di un terzo per la scelta del rito abbreviato. Nel processo “Nemea” in corso dinanzi al Tribunale di Vibo, invece, il pm ha già avanzato per Giacomo Cichello la richiesta di condanna a 18 anni che risponde in questo caso di narcotraffico. E’ difeso dagli avvocati Daniela Garisto e Piero Chiodo.

Giacomo Cichello è il figlio di Francesco Cichello, consigliere comunale di maggioranza di Filandari costretto lo scorso anno alle dimissioni dopo il coinvolgimento del figlio nell’inchiesta antimafia  “Nemea” ed il caso sollevato dalla nostra testata. 

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