Omicidio di Furci Siculo, laurea alla memoria per Lorena Quaranta

La 27enne studentessa di medicina uccisa il 31 marzo scorso dal vibonese Antonio De Pace. Martedì la cerimonia di consegna della pergamena ai familiari della giovane all’Università di Messina
La 27enne studentessa di medicina uccisa il 31 marzo scorso dal vibonese Antonio De Pace. Martedì la cerimonia di consegna della pergamena ai familiari della giovane all’Università di Messina
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Si svolgerà martedì 20 ottobre, alle ore 11, anche in diretta streaming, la cerimonia di consegna della pergamena di laurea in memoria di Lorena Quaranta, studentessa dell’Università di Messina, laureanda in Medicina e Chirurgia, vittima di femminicidio nei mesi scorsi. La pergamena di laurea sarà consegnata alla famiglia della giovane; alla cerimonia saranno presenti, tra gli altri, i prorettori e i direttori di Dipartimento,  il procuratore aggiunto di Messina, Giovannella Scaminaci, il prefetto di Messina, Maria Carmela Librizzi, Maria Andaloro, ideatrice della campagna “Posto occupato” e la presidente del Comitato Unico di Garanzia d’Ateneo, Concetta Parallelo.

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La tesi di Lorena, intitolata “Immunodeficienze selettive: la candidiasi mucocutanea cronica”, sarà valutata da una commissione, presieduta dal rettore, Salvatore Cuzzocrea, che sarà anche correlatore e di cui faranno parte i professori Carmelo Damiano Salpietro (relatore), Giovanna Spatari, Giovanni Raimondo, Sergio Baldari, Eugenio Cucinotta, Edoardo Spina e Giusy Cotroneo e dal Presidente dell’Ordine dei Medici locale, Giacomo Caudo.

Numerosissime sono state le richieste di partecipazione da parte di colleghi di corso di Lorena, ma le richieste a causa dell’emergenza sono state accolte solo in parte a causa dell’emergenza in corso, anche per questo UniMe ha predisposto la diretta streaming della seduta di laurea, consentendo comunque la presenza contingentata nel rispetto delle normative anti-covid,  a 75 studenti che saranno suddivisi tra l’Aula Magna, l’Accademia peloritana e l’Aula Cannizzaro.

Lorena Quaranta, 27 anni, originaria di Favara in provincia di Agrigento, è stata uccisa dal fidanzato Antonio De Pace, 28 anni di Dasà, reo confesso del suo omicidio, la notte tra il 30 e il 31 marzo nell’abitazione che condividevano a Furci Siculo. L’esito dell’autopsia sul corpo della giovane ha stabilito come la causa della morte sia da ricondurre a soffocamento per asfissia. Il ventottenne di Dasà aveva in precedenza affermato di aver ucciso la fidanzata con una coltellata allo stomaco ma gli accertamenti medico legali hanno invece confermato lo strangolamento e la morte per asfissia da soffocamento, oltre a rilevare traumi da corpo contundente e poi calci e pugni.

Il reato contestato ad Antonio De Pace è quello di omicidio volontario pluriaggravato dai motivi abietti o futili e perché il fatto è stato commesso su una convivente stabile o da soggetto legato da una relazione sentimentale. Nel corso dell’ultimo interrogatorio, il ventottenne di Dasà aveva parlato al pm di uno stato di ansia legato alla situazione generata dal coronavirus quale causa scatenante dell’omicidio. Una motivazione non creduta (né De Pace né la fidanzata sono risultati contagiati dal Covid) e che lasciava molti punti oscuri in ordine al decesso poi meglio chiariti dai risultati dell’autopsia.