Commissione antimafia a Vibo, Morra: «Serve intervento forte dello Stato» – Video

Per il presidente dell’organismo bicamerale «decisivo rovesciare il paradigma che vede la città meta non ambita dai magistrati». Dalila Nesci annuncia l’arrivo di due nuovi assistenti e insiste sul completamento del Palazzo di giustizia di via Lacquari
Per il presidente dell’organismo bicamerale «decisivo rovesciare il paradigma che vede la città meta non ambita dai magistrati». Dalila Nesci annuncia l’arrivo di due nuovi assistenti e insiste sul completamento del Palazzo di giustizia di via Lacquari
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Si è chiusa intorno alle 14 la prima parte delle audizioni che la Commissione parlamentare antimafia ha avviato nella sede di rappresentanza della Prefettura di Vibo Valentia, nell’ambito della due giorni di missione nel Vibonese. Una missione già annunciata lo scorso 29 settembre quando lo stesso organismo bicamerale era stato a Catanzaro, focalizzando molta della sua attenzione proprio sul “caso Vibo”. La visita odierna, anticipata rispetto ai tempi inizialmente preventivati, ha dunque visto intervenire al cospetto della Commissione presieduta dal senatore cinquestelle Nicola Morra, i vertici della magistratura e delle forze dell’ordine del territorio e, nel pomeriggio, i rappresentanti del mondo sindacale, del presidente dell’ordine degli avvocati Domenico Sorace e del presidente delle Camere penali di Catanzaro Valerio Murgano. Domani si svolgerà un sopralluogo al Palazzo di giustizia di via Lacquari, a Vibo, e all’Università della memoria intitolata a Rossella Casini, a Limbadi.

Sentiti questa mattina il presidente del Tribunale di Vibo Antonio Erminio Di Matteo, il procuratore Camillo Falvo, il prefetto Francesco Zito, il questore Raffaele Gargiulo, il comandante provinciale dei Carabinieri Bruno Capece, il comandante provinciale della Guardia di finanza Roberto Prosperi, il comandante della Capitaneria di porto Massimiliano Pignatale.  

«Oggi qualcuno – ha affermato il presidente della commissione Nicola Morra a margine delle audizioni mattutine – ha parlato di necessità assoluta di garantire la presenza dello Stato sul territorio, ma se si avverte questa necessità allora significa che lo Stato sul territorio non sempre c’è. Dunque c’è da meditare perché forse a Roma non è arrivata la corretta rappresentazione di ciò che si vive in Calabria. Oggi c’è stata rappresentata una situazione che merita non soltanto approfondimento ma anche intervento da parte dello Stato. A partire dagli organici, perché le inchieste che si fanno devono poi tradursi in procedimenti da espletare in tempi utili. La situazione del Tribunale e della Procura di Vibo è una situazione particolarmente grave. C’è l’idea da parte della Commissione di realizzare una relazione su tutti i territori della Dda di Catanzaro per segnalare al ministro della Giustizia le criticità che impediscono agli uffici giudiziari di poter operare nel rispetto dei tempi e, soprattutto, delle finalità che l’azione giudiziaria si pone. Qui, in provincia di Vibo, c’è anche una carenza di organico relativamente all’Arma dei carabinieri superiore a quella che si registra in altri territori e, contestualmente, c’è un’età media sia dei militari che dei magistrati della Procura ordinaria che fa capire come questa sede sia non particolarmente ambita. Noi dobbiamo rovesciare il paradigma» ha concluso.

Per la deputata cinquestelle Dalila Nesci «l’efferatezza delle ‘ndrine nel Vibonese ha bisogno di una presenza dello Stato sempre più forte. Rispetto alla precedente audizione di Catanzaro con il procuratore Falvo, che già ci aveva segnalato carenze strutturali all’interno della procura di Vibo, vi è una significativa novità: da allora siamo riusciti, attraverso l’interlocuzione con il ministero della Giustizia, ad aggiungere due assistenti giudiziari per Vibo. Proseguiremo perché sappiamo che mancano ancora 5 o 6 magistrati di assegnare. Continueremo a lavorare per questo».

Quindi la questione delle infrastrutture: «Grazie alla proattività del procuratore Falvo e del presidente del Tribunale Di Matteo – ha aggiunto la Nesci – mi sono interessata per riepilogare la vicenda del nuovo Tribunale, grande incompiuta cittadina. Ho chiesto che s’indaghi anche per il passato: non è possibile che il Tribunale sia fermo per infiltrazioni d’acqua e per lavori inadeguati. Ci stiamo prodigando per trovare le risorse per completare quest’opera molto importante per tutto il territorio, che consentirebbe di svolgere in città anche alcune fasi del processo Rinascita-Scott. C’è sete di giustizia e di risposte – ha concluso – che piano piano stanno arrivando. Finalmente lo Stato c’è».

Presente anche il segretario della Commissione antimafia, il deputato di Fratelli d’Italia Wanda Ferro. «La richiesta, fatta a nome di tutti i componenti – ha detto relativamente al nuovo Palazzo di giustizia -, è andata sia nella direzione di dotare la città della nuova aula bunker stabile del procedimento Rinascita-Scott, che dal 10 novembre tornerà in Calabria, ma soprattutto per il completamento della struttura. Il che significa mettere sul piatto un’ulteriore cifra di 4 milioni di euro che chiederemo come posta in Bilancio al Governo. C’è, ovviamente, necessità di uomini, nelle forze armate e nella magistratura, per mettere in condizione di operare al meglio tutte le componenti della giustizia. A questo si aggiunge la grande operazione di stamattina che fa ben sperare in una Vibo e in una Calabria che meritano ben altro. Questa Commissione deve dare risposte – ha concluso – puntando su una Vibo che ha le capacità di reagire e la volontà per farlo. Ci vogliono gli strumenti, serve un aiuto da parte dello Stato, ma servono soprattutto lo sdegno per denunciare e il coraggio per cambiare. Questa città ha entrambe le cose».