Otto anni dalla morte di Filippo Ceravolo, il papà: «La mia vita per avere giustizia»

Domenica un’iniziativa promossa con Libera per ricordare il giovane ucciso il 26 ottobre 2012. Presenti le autorità del territorio e i familiari delle altre vittime della mafia
Domenica un’iniziativa promossa con Libera per ricordare il giovane ucciso il 26 ottobre 2012. Presenti le autorità del territorio e i familiari delle altre vittime della mafia
Informazione pubblicitaria
Martino Ceravolo, padre di Filippo

di P. C.

«Ho tutta la vita per aspettare. Ma vi giuro che spenderò ogni giorno per ricordare mio figlio gridando alla magistratura e alle forze dell’ordine che i suoi assassini devono pagare il conto con la giustizia per il crimine che hanno commesso», parola di papà Martino Domenica prossima saranno otto anni esatti da quel maledetto 25 ottobre 2012, quando Filippo Ceravolo, diciannove anni, cadde vittima innocente di un agguato ordito – è la pista sin da subito battuta dagli inquirenti – da esponenti del clan Loielo contro Domenico Tassone, esponente del rivale gruppo degli Emanuele poi rimasto praticamente illeso, a cui Filippo chiese un passaggio per rientrare a casa.

Filippo Ceravolo
Filippo Ceravolo

Una vittima innocente delle mafie, un contesto di guerra di mafia che si presenta drammaticamente cristallino: nessuno, però, finora, per l’orrore di quella notte, è stato arrestato. «Ho fiducia nella Procura di Catanzaro e nelle forze dell’ordine, perché credo la meritino alla luce dei risultati che hanno conseguito in questi anni sulla provincia – spiega Martino Ceravolo, papà di Filippo – ma finché non arresteranno gli assassini di mio figlio io continuerò a gridare sempre, tutti i giorni, che deve essere fatta giustizia. Voglio che i colpevoli siano arrestati e restino in carcere per il resto dei loro giorni. Questo non mi restituirà Filippo, perché quando ti ammazzano un figlio niente e nessuno può ripagarti di quello che hai perso, ma almeno io, mia moglie e le mie figlie non avremo più il peso di vivere nella consapevolezza che chi ha ammazzato Filippo è libero e magari fa la bella vita».

Parole pronunciate alla vigilia di una ricorrenza alla quale Martino e i suoi cari tengono moltissimo. Promossa in collaborazione con Libera e l’Amministrazione comunale di Soriano, nel pomeriggio di domenica, nel santuario di San Domenico, si svolgerà una celebrazione eucaristica alla quale parteciperanno le autorità istituzionali del territorio e numerosi altri familiari di vittime della mafia. A margine sarà anche presentato il libro di Maria Maiolo, appena dato alle stampe, “Vite spezzate”, opera che racconta appunto la drammatica storia di Filippo Ceravolo.