Furti fra Ricadi e Tropea, lascia il carcere Paparatto

Annullata la gravità indiziaria per moglie e figlia che lasciano l’obbligo di dimora. Il Riesame si pronuncia anche per Albanese
Annullata la gravità indiziaria per moglie e figlia che lasciano l’obbligo di dimora. Il Riesame si pronuncia anche per Albanese
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Il Tribunale di Catanzaro

Lascia il carcere per gli arresti domiciliari Antonio Paparatto, 49 anni, di Ricadi, coinvolto nell’operazione “Apate”. Il Tribunale del Riesame di Catanzaro ha infatti accolto il ricorso dell’avvocato Patrizio Cuppari annullando il reato associativo finalizzato alla commissione di furti nelle abitazioni, mentre ha confermato il reato di associazione a delinquere finalizzato ai furti di auto. Per mancanza di gravità indiziaria il Riesame ha anche annullato l’ordinanza nei confronti di Antonio Paparatto relativamente a cinque capi di imputazione che vanno dalle armi al riciclaggio.  Paparatto è indagato nel ruolo di promotore ed organizzatore delle singole operazioni ed attività dei sodali, di cui avrebbe costituito – ad avviso degli investigatori – il punto di riferimento quanto alle decisioni da assumere ed alle direttive da impartire. Paparatto si sarebbe adoperato, secondo l’accusa, nel procacciamento degli strumenti necessari per i vari furti attivandosi anche nella materiale commissione dei furti stessi provvedendo poi a smistare i veicoli rubati.

Il Tribunale del Riesame di Catanzaro, accogliendo le argomentazioni dell’avvocato Stella Scarfò, ha poi annullato l’ordinanza cautelare emessa dal gip di Vibo Valentia nei confronti di Simona Artesi, 42 anni, di Ricadi Anna Maria Paparatto, 21 anni, rispettivamente moglie e figlia di Antonio Paparatto, per le quali era stato disposto l’obbligo di dimora. Cadono in sede di Riesame le accuse formulate nei loro confronti che, per l’effetto, ritornano totalmente libere. In particolare, Simona Artesi è indagata partecipazione ad associazione per delinquere, ricettazione articolata in due distinte ipotesi di reato e detenzione illegale di armi e di munizioni, mentre Anna Maria Paparatto è indagata per riciclaggio, ricettazione, detenzione illegale di armi e di munizioni. Annullando l’ordinanza che aveva applicato alle stesse la misura cautelare dell’obbligo di dimora, il Tribunale del Riesame ha pertanto riconosciuto, come evidenziato dal legale nel corso dell’udienza dello scorso 20 ottobre, l’insussistenza della gravità indiziaria con riferimento a tutti i reati ascritti alle stesse. Il medesimo Tribunale ha inoltre annullato l’ordinanza cautelare con riferimento a quattro capi di imputazione formulati a carico di Vincenzo Albanese, 26 anni, di Tropea, compagno di Anna Maria Paparatto, per due ipotesi di ricettazione nonchè detenzione illegale di armi e di munizioni, pure lui difeso dall’avvocato Stella Scarfò, e che resta ai domiciliari per il reato associativo.

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