‘Ndrangheta: il processo al clan Soriano e la prima sentenza per Rinascita-Scott

Il verdetto riconosce l’esistenza dell’associazione mafiosa per quattro imputati su sei ma potrebbe creare problemi di compatibilità del giudice in vista dell’altro troncone di Rinascita che si aprirà il 9 novembre dinanzi al Tribunale di Vibo
Il verdetto riconosce l’esistenza dell’associazione mafiosa per quattro imputati su sei ma potrebbe creare problemi di compatibilità del giudice in vista dell’altro troncone di Rinascita che si aprirà il 9 novembre dinanzi al Tribunale di Vibo
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Il pm Annamaria Frustaci

E’ stata anche la prima sentenza di un Tribunale per l’operazione Rinascita-Scott, quella emessa dopo mezzanotte dal Collegio di Vibo Valentia presieduto dal giudice Tiziana Macrì. Il verdetto contro il clan Soriano di Filandari non comprendeva infatti solamente le accuse contenute nell’operazione “Nemea” ma pure le contestazioni mosse con l’operazione Rinascita-Scott in quanto la Dda di Catanzaro nell’aprile scorso ha stralciato da tale storica inchiesta le posizioni inerenti la consorteria dei Soriano ed il gip ne ha disposto il giudizio immediato dinanzi al Tribunale di Vibo Valentia. Successivamente, il pm Annamaria Frustaci ha chiesto ed ottenuto la riunione dei due procedimenti: Nemea, già in corso, e Rinascita-Scott. In Nemea veniva contestata l’accusa di associazione a delinquere finalizzata al narcotraffico ed altri reati aggravati dalle finalità e modalità mafiose (estorsioni, danneggiamenti ed armi). In Rinascita-Scott l’accusa di associazione mafiosa. Si registra così il primo verdetto per la storica operazione antimafia Rinascita-Scott scattata a dicembre e l’impalcatura accusatoria relativa al reato di associazione mafiosa regge in pieno per Leone Soriano, il nipote Giuseppe Soriano, Graziella Silipigni (madre di Giuseppe Soriano) e Francesco Parrotta. Assolti, invece, da tale accusa Caterina Soriano (sorella di Giuseppe) e il marito Luca Ciconte. [Continua]

Il processo Rinascita-Scott che si aprirà il 9 novembre e la sentenza sui Soriano

Il 9 novembre prossimo dinanzi allo stesso Collegio presieduto dal giudice, Tiziana Macrì, si aprirà altro troncone del processo Rinascita-Scott che, attraverso il giudizio immediato, vedrà sul banco degli imputati l’ex parlamentare di Forza Italia, ed avvocato del Foro di Catanzaro, Giancarlo Pittelli, l’ex sindaco del Comune di Nicoltera Salvatore Rizzo, l’imprenditore Mario Lo Riggio e l’avvocato Giulio Calabretta. Non è escluso che i difensori di tali quattro imputati (o solo alcuni fra loro) possano chiedere al presidente del Tribunale collegiale, Tiziana Macrì, di astenersi dal processo in quanto ha già emesso sentenza per il reato associativo (riconoscendone l’esistenza) in relazione al clan Soriano coinvolto nella medesima operazione Rinascita-Scott.
Da ricordare, infatti, che – stando al capo di imputazione di Rinascita-Scott – il clan Soriano di Filandari viene inserito nell’associazione di “stampo mafioso denominata ‘Ndrangheta, operante su tutto il territorio calabrese ed in altre parti del territorio nazionale ed estero, organizzata sulla base delle regole formali e dei livelli gerarchici e funzionali (doti, cariche) propri del c.d. “Crimine di Polsi”, suddivisa in articolazioni territoriali e funzionali” fra le quali proprio il “locale” di ‘ndrangheta dei Soriano operante sui territori comunali di Filandari, Ionadi e San Costantino Calabro. Una sorta di “anticipazione di giudizio” sull’esistenza dell’associazione mafiosa – la sentenza emessa questa notte dal Tribunale di Vibo Valentia – che potrebbe indurre i difensori a chiedere l’astensione del presidente Tiziana Macrì nel processo Rinascita-Scott che si aprirà il 9 novembre.

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