giovedì,Giugno 24 2021

Omicidio Sacko a San Calogero, imputato condannato a 22 anni

Il 45enne accusato di aver ucciso il sindacalista maliano nell’area dell’ex fornace “La Tranquilla” a colpi di fucile

Omicidio Sacko a San Calogero, imputato condannato a 22 anni

Condanna a 22 anni di reclusione. Questo il verdetto della Corte d’Assise di Catanzaro nei confronti di Antonio Pontoriero, 45 anni, di San Calogero, accusato dell’omicidio volontario di Sacko Soumaila, ucciso a colpi di fucile il 2 giugno 2018 nell’area dell’ex fornace “La Tranquilla”. Il pm della Procura di Vibo, Luca Ciro Lotoro, aveva invocato una condanna a 30 anni di reclusione.

L’imputato era difeso dagli avvocati Francesco Muzzopappa e Salvatore Staiano. Omicidio, detenzione illegale e porto in luogo pubblico di un fucile semiautomatico i reati per i quali l’imputato è finito sotto processo dinanzi alla Corte d’Assise di Catanzaro. Parti offese nel procedimento, i familiari di Soumayla Sacko, tutti assistiti dall’avvocato Arturo Salerni del Foro di Roma. Antonio Pontoriero è stato ritenuto responsabile di aver cagionato la morte di Soumayla Sacko attraverso l’esplosione di alcuni colpi di fucile, uno dei quali ha colpito al capo il ragazzo extracomunitario, con regolare permesso di soggiorno ed attivista sindacale dell’Usb, provocandone il decesso a causa di un grave trauma cranio-encefalico. Il fucile con il quale è stato aperto il fuoco non è stato mai ritrovato. [Continua]

Fra le fonti di prova vi erano anche le dichiarazioni dei due ragazzi che si trovavano nella ex fornace abbandonata “La Tranquilla” di San Calogero per prelevare delle vecchie lamiere in ferro da portare nella baraccopoli di San Ferdinando. Una zona, quella della ex Fornace, che Antonio Pontoriero avrebbe considerato come cosa propria pur occupando, insieme ai familiari, i terreni intorno ed un casolare “senza averne alcun titolo”. 
Il barbaro omicidio di Sacko Soumaila – padre di una bambina di cinque anni – ha suscitato un’ondata di indignazione in tutta Italia, dalle più alte cariche politiche ai cittadini comuni. Dopo un viaggio di oltre undicimila chilometri, Soumayla Sacko – che si era recato in bicicletta da San Ferdinando nell’area dell’ex Fornace di San Calogero per prelevare delle vecchie lamiere – è stato sepolto nel cimitero di Sambacanou, un villaggio del Mali dal quale proveniva. A Rosarno e San Ferdinando, il ragazzo quale attivista del sindacato Usb, era sempre in prima fila nel difendere i diritti dei lavoratori. 

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