Operazione “Calimero”: Cassazione rigetta un ricorso della Procura di Vibo

Resta sospeso l’ordine di carcerazione così come deciso dal giudice dell’esecuzione. Il 36enne di Nicotera è detenuto per altro
Resta sospeso l’ordine di carcerazione così come deciso dal giudice dell’esecuzione. Il 36enne di Nicotera è detenuto per altro
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La Corte di Cassazione
Francesco Costa

La Corte di Cassazione, prima sezione penale, ha rigettato il ricorso della Procura di Vibo Valentia, avverso l’ ordinanza del gip quale Giudice dell’esecuzione, che aveva disposto la sospensione dell’ordine di carcerazione emesso nei confronti di Francesco Costa, 36 anni, di Nicotera, difeso dall’ avvocato Francesco Capria.
Il difensore aveva sostenuto dinanzi al Giudice dell’esecuzione che, sebbene il suo assistito si trovasse in custodia cautelare in carcere per altro procedimento, l’ordine di esecuzione emesso dall’Ufficio di Procura a seguito dell’irrevocabilità della sentenza del processo c.d. “ Calimero” (condanna a due anni 23 giorni) comunque doveva essere sospeso ai sensi dell’ art. 656 comma 5 c.p.p.

Avverso la decisione assunta dal gip, la Procura ha presentato ricorso per Cassazione deducendo la violazione di legge del provvedimento impugnato in quanto la circostanza che Francesco Costa si trovasse in custodia cautelare in carcere per altra causa fosse ostativa alla sospensione dell’ordine di esecuzione. La Suprema Corte, aderendo alle argomentazione dell’avvocato Francesco Capria, rigettando il ricorso ha pronunciato il seguente principio di diritto: “La sospensione dell’ordine di esecuzione delle pene detentive brevi va disposta anche nei confronti di chi si trovi in stato di custodia cautelare per fatto diverso da quello oggetto della condanna da eseguire”. L’operazione “Calimero”, coordinata dalla Procura e condotta sul “campo” dalla Compagnia Carabinieri di Vibo Valentia, era scattata il 6 febbraio del 2017 con otto ordinanze di custodia cautelare ai domiciliari.