In “trasferta” da Nicotera a Gerocarne con una pistola, Cassazione annulla per Campisi

Sarà necessaria una nuova pronuncia del Tribunale del Riesame di Catanzaro per stabilire se il giovane deve o meno restare in carcere
Sarà necessaria una nuova pronuncia del Tribunale del Riesame di Catanzaro per stabilire se il giovane deve o meno restare in carcere
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La Corte di Cassazione
Giuseppe Muzzopappa e Antonio Campisi

La prima sezione penale della Cassazione ha disposto – in accoglimento del ricorso del legale di fiducia avvocato Giovanni Vecchio – l’annullamento con rinvio dell’ordinanza di custodia cautelare in carcere che grava su Antonio Campisi, 28 anni, di Nicotera Marina. Il Tribunale del Riesame dovrà quindi esprimersi con un nuovo giudizio, valutando se Antonio Campisi dovrà ancora restare ristretto in carcere ovvero disporre la remissione in libertà.

L’ordinanza di custodia cautelare in carcere era stata emessa dal gip distrettuale su richiesta della Dda di Catanzaro nel gennaio scorso. Tentato omicidio e detenzione illegale di armi le accuse, aggravate dalle finalità mafiose. Campisi ed il cugino Giuseppe Muzzopappa, 36 anni (anche di Nicotera Marina e per il quale è già arrivata analoga decisione da parte della Cassazione) nel novembre dello scorso anno erano stati sorpresi mentre da un’abitazione di Gerocarne lanciavano nel fiume una pistola con matricola abrasa calibro 7.65, con relativo munizionamento e colpo in canna. Sequestrati poi un giubbotto antiproiettile, un passamontagna e la somma contante di oltre 30.000 euro. Campisi era stato trovato anche in possesso di un documento falso. L’inchiesta era quindi passata dalla Procura di Vibo Valentia alla Dda di Catanzaro. Per Antonio Campisi e Giuseppe Muzzupappa, la Cassazione ha annullato sulle esigenze cautelari e la gravità indiziaria per l’aggravante mafiosa (agevolazione del clan Emanuele) sottolineando l’assenza di elementi dai quali ravvisare che Muzzopappa e Campisi si fossero portati nelle Preserre vibonesi per compiere un agguato ai danni di Alex e Walter Loielo per conto del clan Emanuele.