Operai folgorati, lutto cittadino a Filogaso e San Pietro a Maida – Video

VIDEO - Le esequie dei due lavoratori 40enni si svolgeranno nel pomeriggio nel centro catanzarese. Il procuratore Falvo: «Stiamo valutando cos’è successo». La condanna dei sindacati
VIDEO - Le esequie dei due lavoratori 40enni si svolgeranno nel pomeriggio nel centro catanzarese. Il procuratore Falvo: «Stiamo valutando cos’è successo». La condanna dei sindacati
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I sindaci di Filogaso e San Pietro a Maida, Massimiliano Trimmeliti e Domenico Giampà, hanno proclamato il lutto cittadino per la giornata odierna nei rispettivi comuni in seguito al tragico incidente che ieri è costato la vita a due lavoratori residenti nel centro del Lametino, Vito Iellamo (42 anni) e Gabriel Daniel Pan (43 anni), di nazionalità rumena, rimasti folgorati mentre stavano installando delle grondaie sull’edificio municipale di Filogaso in ristrutturazione.

I funerali avranno luogo oggi, sabato 21 novembre nella chiesa di San Nicola di Bari a San Pietro a Maida alle ore 15.30 nel rispetto delle misure anti-covid. Unanime la commozione suscitata in entrambe le comunità dal drammatico evento. Il sindaco Trimmeliti si è fatto interprete dello stato di shock in cui la piccola comunità vibonese è precipitata ieri mattina, appena appresa la notizia. «Siamo sconvolti – ha detto – questa tragedia colpisce due comunità».

Una grondaia finita sui cavi dell’alta tensione all’origine della tragedia. «Questi lavori erano stati commissionati dal Comune – ha detto il procuratore di Vibo Camillo Falvo giunto sul posto nell’immediatezza dei fatti insieme al sostituto procuratore Iannazzo, al prefetto Zito e al comandante provinciale dell’Arma Capece – e nelle manovre per sistemare una grondaia hanno toccato i fili dell’elettrici. Stiamo valutando cos’è successo in concreto».

Maria Elena Senese, segretario generale della FenealUil Calabria ha richiamato l’attenzione sulla sicurezza sui luoghi di lavoro. «Ora basta. Nonostante il calo della produzione e la diffusa cassa integrazione, gli incidenti sul lavoro non diminuiscono. È una situazione insopportabile e insostenibile – ha detto -. Quella accaduta, stamattina (ieri, ndr), è l’ennesima tragedia sul lavoro che ci lascia sgomenti. Siamo vicini ai familiari delle due vittime, in doloroso silenzio, e confidiamo nell’opera della magistratura perché siano appurate dinamiche e responsabilità dell’incidente. Resta il dramma, incancellabile. Resta, inoltre, l’urgenza di accrescere l’attenzione sulla sicurezza e di inasprire le pene per chi non rispetta le norme: chi sbaglia, deve pagare. La vita è il valore assoluto e le necessità della produzione non possono prevalere, mai: difenderemo questo supremo diritto, al di là di tutto, se necessario anche con una mobilitazione generale. La sicurezza sul lavoro deve essere una priorità. Un fenomeno che ci vede da sempre fortemente coinvolti essendo le costruzioni fra i settori a più elevata rischiosità, sia per le morti che per le malattie professionali».

Per Senese si è di fronte ad «una strage inarrestabile e silenziosa che ogni giorno miete vittime. Non è possibile dover alzare l’attenzione sul tema della sicurezza solo in occasione di gravi incidenti mortali sul lavoro. La sicurezza è un tema che deve essere prioritario per tutti: committenze pubbliche e private, istituzioni, imprese e lavoratori, soprattutto in un settore come quello dell’edilizia in cui il rischio di infortunio o morte è sempre così alto. Da anni chiediamo la patente a punti per la qualificazione delle imprese, nonché la corretta applicazione del contratto edile ed una sempre maggiore collaborazione con gli Enti bilaterali di settore a cui viene riconosciuto l’importante impegno sul fronte della formazione e sorveglianza tecnica in cantiere, attraverso il tecnico di cantiere e il rappresentante dei lavoratori per la sicurezza territoriale. Per questo chiediamo con forza una maggiore attenzione sul tema della qualificazione delle imprese, della formazione, della prevenzione e della sicurezza perché non possiamo permettere che il lavoro sia elemento di paura e precarietà. Servono scelte forti e chiare, serve un rafforzamento dei servizi di ispezione, come l’Ispettorato del lavoro, servizi che non possono essere più marginali nelle scelte regionali e politiche».

Parole di condanna anche dalla Cgil Area Vasta, dalla Fillea Area vasta e dalla Fillea Calabria. «Un bilancio terribile quello di oggi (ieri, ndr) a Filogaso, nel Vibonese, dove due operai sono rimasti vittime sul lavoro, folgorati dalla corrente elettrica, mentre stavano lavorando nel cantiere edile del Municipio per la sistemazione delle grondaie. Manifestiamo pensieri di incondizionata vicinanza e cordoglio alle famiglie e alle persone care dei lavoratori, strappati alle loro vite da questa ennesima tragedia che colpisce la nostra terra e l’intero mondo del lavoro. La pandemia non deve diventare una scusa o l’alibi per istituzioni ed aziende, ma occorre individuare risorse e strumenti adeguati per aumentare gli investimenti in sicurezza sul lavoro, qualificare ed implementare, attraverso l’assunzione di personale dedicato, l’azione ispettiva degli organi di controllo».

E ancora: «In tale direzione sollecitiamo tutte le istituzioni e gli organi preposti ad attivarsi, senza perdere ulteriore tempo, in ogni iniziativa atta ad evitare che tali eventi possano ripetersi. Tutto ciò non è più tollerabile in una società moderna, dove il diritto alla sicurezza ed alla salute dei lavoratori non può e non deve passare in secondo piano. Valuteremo gli esiti delle indagini e attendiamo che siano acclarate le eventuali responsabilità per l’accaduto, ma denunciamo sin da ora la gravità di questo incidente che addirittura si consuma in un cantiere pubblico, esortando dunque chi di competenza a convocare al più presto il comitato regionale di Coordinamento delle attività di prevenzione e vigilanza in materia di salute e sicurezza nei luoghi di lavoro».

Interviene anche Fabio Blandino, della Filca Cisl di Vibo. «Ancora una volta si ripete l’ennesimo dramma annunciato – scrive -. Due padri di famiglia, due uomini con schiena dritta e carichi di dignità, che tutte le mattine si svegliavano presto, lasciando i propri affetti, per andare a guadagnarsi con sacrificio il pane quotidiano e per garantire un reddito in famiglia. Ma ancora una volta non si fa ritorno a casa. No, non è giusto, non è questo il lavoro. Edilizia e agricoltura sono i due settori più colpiti dal dramma delle morti bianche. Le ragioni che ci impediscono di evitare il ripetersi delle morti bianche? Pochi e stringenti incentivi all’acquisto di nuovi mezzi e pochi investimenti per ciò che riguarda la sicurezza in agricoltura, mentre in edilizia latitano la formazione, la prevenzione e l’attività di controllo degli enti preposti. Ed a pagarne le conseguenze è sempre l’anello debole della catena, i lavoratori. Ascolteremo per l’ennesima volta attestati di solidarietà rivolti alle famiglie dei poveri operai, si parlerà ancora una volta di fatalità. Ma così non è. Formazione, prevenzione e controlli sono sempre pochi, se non quasi pari allo “0” e queste poi sono le conseguenze. Se il “sistema” legato alla sicurezza nei luoghi di lavoro non verrà rafforzato e attuato secondo le modalità previste dalle normative vigenti, che esistono e sono ben regolamentate ma spesso non rispettate, beh allora purtroppo ne sentiremo ancora di queste sconcertanti notizie».