Le “panchine antiterrorismo” di Vibo fanno la prima vittima, passante si ferisce

La disavventura capitata all’ingegner Fortunato De Luca lungo il centralissimo corso Vittorio Emanuele e documentata con tanto di “foto per gli increduli”. Chiesta all’amministrazione comunale «maggiore attenzione a ciò che si fa»

La disavventura capitata all’ingegner Fortunato De Luca lungo il centralissimo corso Vittorio Emanuele e documentata con tanto di “foto per gli increduli”. Chiesta all’amministrazione comunale «maggiore attenzione a ciò che si fa»

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La panchine che sbarrano l'accesso al corso
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«Sono rimasto coinvolto mio malgrado, a piedi, in una caduta con volo in avanti, nella serata di venerdì, in corso Vittorio Emanuele III, arteria cittadina solo pedonabile, dovuta alla scelta inopportuna di mettere come blocco trasversale alla via di passeggio le basse panchine. Per fortuna le conseguenze sono state quasi leggere ma per puro caso (ben cinque escoriazioni ad entrambe le gambe, una lussazione al dito mignolo della mano oltre allo shock di trovarsi in mezzo alla strada dove un attimo prima circolavano autoveicoli)». 

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È la denuncia dell’ingegner Fortunato De Luca, cittadino vibonese, incappato suo malgrado in una delle panchine posizionate dal Comune lungo il centralissimo corso Vittorio Emanuele III a Vibo a scopo antiterroristico in ottemperanza alle indicazioni impartite dalla Prefettura. Così, dopo che solo nella giornata di ieri i Vigili del fuoco intervenuti per un incendio lungo la stessa via cittadina, hanno dovuto, con l’aiuto di alcuni passanti, rimuovere di peso le barriere, un nuovo episodio lascia emergere le controindicazioni della scelta di ricorrere a tale soluzione. 

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Per De Luca è, questo, un elemento dello «stato di disordine in cui versa la città. Nonostante gli impegni civili di pochi uomini di buona volontà, si assiste giornalmente ad degrado urbano sempre più sconcertante. In una città a misura d’uomo – continua l’involontario protagonista della disavventura – si scelgono soluzioni efficienti e sicure (per esempio “new jersey” in cemento o plastica riempita) ma a Vibo si preferiscono strategie fantasiose e pericolose, prima pozzetti fogna e poi ancora meglio le panchine fatte solo per sedersi e non certo per sbarrare i passanti, perché troppo basse e confondibili soprattutto di sera, ma ancora peggio poste in stretta vicinanza agli incroci quasi ad indicare alle macchine in transito la loro direzione, senza alcuna tutela dei numerosi passeggiatori».

Quindi l’appello: «con la presente comunicazione (nonostante ci siano gli estremi di possibile denuncia) si chiede all’amministrazione comunale una più attenta collaborazione e un maggiore controllo di ciò che si decide di fare, per non finire sempre a condannare iniziative apparentemente innocue (es. la raccolta non differenziata, il vandalismo giornaliero, la sanità sempre più incompetente, la sempre più cattiva scuola ecc.) in un crescendo allarmante. Un augurio di buone feste solo alle persone di buona volontà. La foto per gli increduli».

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