Vibo Valentia: abbattute le ultime palme di piazza Municipio

L’amministrazione comunale sceglie di lasciare per la giornata dell’Epifania i tronchi tagliati in “bella” vista. Addio ad uno dei simboli della città

L’amministrazione comunale sceglie di lasciare per la giornata dell’Epifania i tronchi tagliati in “bella” vista. Addio ad uno dei simboli della città

Informazione pubblicitaria
Informazione pubblicitaria

Non siamo degli esperti in botanica – lo diciamo subito –  per stabilire se le storiche palme di piazza municipio a Vibo potevano essere salvate dal punteruolo rosso, se all’interno erano ancora sane oppure nulla vi era più da fare. Una cosa è però certa: la piazza centrale della città, trasformata dall’amministrazione Costa per molte ore del giorno in un enorme e squallido parcheggio – in perfetta continuità con quanto deciso dall’amministrazione D’Agostino -, da oggi è ancora più spoglia e più brutta. Le ultime palme sono state infatti abbattute e delle otto che adornavano la piazza principale della città ne resta in piedi solo una. 

Informazione pubblicitaria

In quella stessa piazza in cui la giunta comunale targata Elio Costa ha deciso di non regalare alcun concerto alla città la notte di Capodanno (unico capoluogo di provincia in Calabria e, probabilmente, d’Italia), si è scelta invece la giornata dell’Epifania per “regalare” ai cittadini vibonesi un’altra “perla” di “buona” amministrazione: il “panorama” delle ultime palme rase al suolo e lasciate in bella vista per la gioia dei passanti. Non un giorno qualunque e non in orari più consoni, ma giorno dell’Epifania, caduta quest’anno di sabato. Nella stessa giornata in cui, dunque, tutte le città d’Italia si mostrano al meglio e danno anche l’avvio ai saldi, a Vibo Valentia si è scelto di abbattere le storiche palme e di lasciare a terra tronchi e legname in attesa che il tutto venga trasferito altrove.

Toccherà all’amministrazione Costa, ora, decidere cosa piantare al posto delle palme abbattute, sotto la cui ombra sono cresciute intere generazioni di vibonesi. E non basterà questa volta neanche la proverbiale empatia sbandierata da qualche assessore nel proprio curriculum online presente sul sito del Comune, alla voce “capacità”, per far dormire sonni tranquilli ai vibonesi.

Dalla villa comunale (aperta pur mancando delle minime condizioni di sicurezza per pedoni e bambini e con scelte estetiche poco condivisibili) a piazza Diaz e piazza San Leoluca (trasformate in orrendi parcheggi), passando per l’indecorosa Villa Cordopatri ed altre brutture nel cuore della città, in tema di decoro urbano e verde pubblico gli amministratori comunali hanno infatti sinora dato il peggio di sé.

Come dimenticare inoltre il taglio dei 40 storici pini – nel febbraio 2015 – che da oltre 60 anni ornavano la centralissima piazza Annarumma di fronte l’oratorio salesiano? Un abbattimento portato a termine, dalla sera alla mattina, dall’amministrazione targata Nicola D’Agostino, protagonista due anni prima anche del taglio dei 12 pini che da oltre 40 anni ornavano il lungomare “Cristoforo Colombo” a ridosso del porto di Vibo Marina. 

Cresce, dunque, la preoccupazione in molti vibonesi per la sorte che toccherà alla piazza centrale della città, da oggi con una sola palma in piedi e dove anche mantenere pulita l’acqua della vasca centrale sembra essere un’impresa. Sebbene negli scorsi anni si sia consentito di realizzare un vergognoso parcheggio persino nel cortile della scuola Garibaldi sotto le aule degli alunni, ancora c’è chi – nonostante tutto – non si rassegna però a vedere morire definitivamente piazza Martiri d’Ungheria che potrebbe, invece, divenire un salotto allo stesso modo di quanto è possibile ammirare nella vicina Pizzo con la pavimentazione della piazza principale del paese. Cosa deciderà di fare, quindi, l’amministrazione Costa? Riuscirà a capire che le piazze non sono dei parcheggi? La speranza è davvero l’ultima a morire…