Sparò contro imprenditore turistico del Vibonese: condanna in Cassazione

Lesioni personali aggravate il reato contestato per i colpi di pistola datati 14 giugno 2010. Dopo otto anni il verdetto definitivo

Lesioni personali aggravate il reato contestato per i colpi di pistola datati 14 giugno 2010. Dopo otto anni il verdetto definitivo

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Tre anni e due mesi di reclusione e mille euro di multa. Questa la condanna confermata dalla Cassazione per Giuseppe Mazzitelli, 28 anni, di Tropea, ritenuto colpevole del reato di lesioni personali aggravate ai danni di Domenico Sambiase, operatore turistico sparato a Parghelia il 14 giugno del 2010. 

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La Suprema Corte ha ritenuto il ricorso di Mazzitelli manifestamente infondato. Per i giudici la commisurazione della pena è stata correttamente giustificata dalla Corte d’Appello di Catanzaro con la sentenza del 20 giugno 2016 confermativa di quella del gup di Vibo Valentia del 12 dicembre 2011, in riferimento alla obiettiva gravità del fatto, alla reiterazione dei colpi, al contesto spazio-temporale, alla irrilevanza dei motivi sottostanti e alla serietà del danno cagionato.

La Corte territoriale con motivazione “immune da censure – rimarca la Cassazione – ha ritenuto di valorizzare la freddezza nell’uso dell’arma e l’ulteriore colpo inferto, con la vittima ancora a terra dopo la caduta”. Il fatto di sangue si era verificato al culmine di litigi fra la famiglia dell’imprenditore e Mazzitelli. 

 

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