Giornata mondiale del migrante, la celebrazione nella cattedrale di Mileto

A presiedere la funzione è stato il direttore dell’Ufficio per l’ecumenismo e il dialogo interreligioso don Bruno Cannatelli

A presiedere la funzione è stato il direttore dell’Ufficio per l’ecumenismo e il dialogo interreligioso don Bruno Cannatelli

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Una celebrazione eucaristica commovente e dal forte impatto emotivo quella svoltasi nella basilica-cattedrale di Mileto nel corso della “Giornata mondiale del migrante e del rifugiato”. A presiedere la sacra funzione nella chiesa madre della diocesi di Mileto-Nicotera-Tropea è stato il direttore dell’Ufficio per l’ecumenismo e il dialogo interreligioso don Bruno Cannatelli, affiancato da ministranti di diverse etnie. Tra il nutrito numero di fedeli presenti, anche una folta rappresentanza di immigrati provenienti da varie parti del mondo, i quali hanno contribuito con i loro carismi e le loro peculiarità ad arricchire, animare e rendere ancora più viva la cerimonia religiosa.

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Tanti i momenti significativi. Tra questi, gli attimi intensi dell’ingresso di alcuni ragazzi stranieri che si sono presentati al seguito del celebrante, con tanto di bandiere delle proprie nazioni, e in cui un giovane musicista proveniente dal continente africano si è esibito al sassofono, elevando tra le imponenti navate della basilica-cattedrale note struggenti, quali quelle dell’Hallelujah di Leonard Cohen che hanno reso palpabile il travaglio tipico di chi, per bisogno, si ritrova costretto ad abbandonare la propria terra natia. 

La sacra funzione ha anche rappresentato l’occasione ottimale per ribadire ancora una volta l’impegno della Chiesa all’accoglienza, al rispetto delle culture e all’integrazione tra popoli, in piena sintonia con il messaggio lanciato dallo stesso Papa Francesco in occasione della “Giornata mondiale del migrante e del rifugiato”. Parole fatte proprie nell’omelia da don Cannatelli, il quale ha focalizzato l’attenzione sui verbi “accogliere, proteggere, promuovere e integrare”, necessari per il pontefice “a riaffermare la comune risposta che Chiesa, credenti e uomini e donne di buona volontà devono dare, rispondendo alle numerose sfide poste dalle migrazioni contemporanee con generosità, alacrità, saggezza e lungimiranza, ciascuno secondo le proprie possibilità”.