Da tre mesi in strada a Vibo, il Comune smantella la “casa” di Assan

Rimosso da Polizia municipale e azienda dei rifiuti il giaciglio di fortuna nel quale il 29enne del Bangladesh ha vissuto in attesa dei documenti che gli consentano di far rientro in patria 

Rimosso da Polizia municipale e azienda dei rifiuti il giaciglio di fortuna nel quale il 29enne del Bangladesh ha vissuto in attesa dei documenti che gli consentano di far rientro in patria 

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L'intervento della Muncipale
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È stato rimosso, sotto il portico del Liceo artistico in piazza Municipio a Vibo, il giaciglio di fortuna sul quale da oltre tre mesi stazionava Assan Mohamed, 29enne del Bangladesh senza fissa dimora, accampatosi a pochi metri da Palazzo Luigi Razza, sede del Comune, nell’attesa di ottenere i documenti e di avere le risorse necessarie per far rientro nel suo paese d’origine, come lo stesso ha riferito.

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Una storia di marginalità che ha preso forma nel cuore del centro cittadino, caratterizzata soprattutto da una certa reticenza del protagonista, che avrebbe più volte rifiutato l’assistenza di enti ed associazioni caritatevoli che si erano offerti di ospitarlo in strutture adeguate, preferendo continuare a vivere in strada con il solo sostentamento offertogli da qualche generoso cittadino che gli ha fornito cibo e generi di prima necessità.

Ora l’intervento della Polizia municipale che, all’indomani del nuovo appello lanciato attraverso la nostra testata dai consiglieri comunali Loredana Pilegi e Elisa Fatelli, ha provveduto, insieme agli operatori dell’azienda Dusty, a sgombrare il mucchio di cartoni ed immondizia che il giovane aveva accumulato proprio a ridosso del muro esterno dell’istituto scolastico. 

A motivarlo, evidentemente, ragioni di igiene e salute pubblica dato il gran numero di rifiuti che erano andati a sommarsi nel corso di questi mesi. “Salvati” dallo sgombero solo alcuni effetti personali di Assan del quale, tuttavia, durante le operazioni di ripulitura, si sono perse le tracce. Non è da escludere che il 29enne possa a breve ricomporre il suo improvvisato giaciglio nel medesimo luogo o a poca distanza da esso, rifiutando ancora, per motivi che restano imperscrutabili, l’accoglienza in una struttura di ricovero per senzatetto.     

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