Filadelfia, disposta la chiusura di un Centro d’accoglienza per migranti

Il caso sollevato dall’associazione “Filadelfia rinasce”. Secondo l’azienda sanitaria la struttura non disponeva di locali idonei ad accogliere gli stranieri 

Il caso sollevato dall’associazione “Filadelfia rinasce”. Secondo l’azienda sanitaria la struttura non disponeva di locali idonei ad accogliere gli stranieri 

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La piazza principale di Filadelfia
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«L’Asp di Vibo Valentia ha disposto la chiusura del Centro d’accoglienza straordinaria per migranti di località “Scendamo” a Filadelfia poiché, a seguito di un’apposita verifica, i locali non sono risultati idonei». A chiederne la chiusura era stata l’associazione politico-culturale “Filadelfia rinasce” che nelle scorse settimane aveva promosso una petizione popolare. I ragazzi presenti nella struttura sono stati trasferiti nell’altro centro presente nel territorio comunale, quello di contrada “Zagheria”. 

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Il presidente dell’associazione “Filadelfia rinasce”, Francesco La Gamba, ha commentato: «L’aver denunciato pubblicamente e attraverso una raccolta firme tale situazione, ha fatto prendere atto che qualcosa non andava. Tant’è che alla richiesta dalla cooperativa di avere nuovi migranti nelle strutture, la Prefettura ha opposto un netto rifiuto. A chi dice che noi stiamo togliendo il pane a chi lavora in queste strutture – ha aggiunto – rispondiamo dicendo che le responsabilità di quello che sta accadendo sono di chi non ci ha ascoltato. Il Cas non ha portato alcuno sviluppo per il territorio, ma soltanto per chi ha gestito il tutto. Il cibo per gli ospiti è stato portato da fuori, buona parte dei servizi pure. Per non parlare poi dello sfruttamento dei ragazzi che, vistisi senza alcuna prospettiva sul territorio, sono divenuti merce di lavoro a basso costo che ha innescato una guerra tra poveri». 

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