Chiusura di un Cas a Filadelfia, la replica dei gestori: «Decisione autonoma»

Nei giorni scorsi il trasferimento di otto migranti in una vicina struttura gestita dalla stessa cooperativa (“Calabria futura”) che ora bacchetta l’associazione “Filadelfia rinasce” che aveva diffuso la notizia: «Affermazioni fantasiose e diffamatorie»  

Nei giorni scorsi il trasferimento di otto migranti in una vicina struttura gestita dalla stessa cooperativa (“Calabria futura”) che ora bacchetta l’associazione “Filadelfia rinasce” che aveva diffuso la notizia: «Affermazioni fantasiose e diffamatorie»  

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Dalla cooperativa “Calabria futura”, in relazione alla chiusura del Centro di accoglienza straordinaria per minori stranieri non accompagnati di località “Scendamo” di Filadelfia, riceviamo e pubblichiamo: 

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“In risposta alle fantasiose affermazioni divulgate in questi giorni dal presidente e da alcuni membri  dall’associazione “Filadelfia rinasce” si precisa quanto segue: la sede del Cas per minori non accompagnati gestito dalla cooperativa “Calabria futura”, sito in località “Scendamo” del comune di Filadelfia, è stata chiusa dalla cooperativa stessa, in totale autonomia organizzativa, per via del numero ridotto degli ospiti presenti, trasferiti presso strutture per maggiorenni. Nessuna disposizione dell’Asp, né tantomeno alcuna ordinanza prefettizia e/o di qualsivoglia autorità competente è pervenuta in tal senso. Si è invero basiti dalla pervicacia con cui, da mesi, l’associazione “Filadelfia rinasce” persegue nella diffusione di affermazioni non solo diffamanti, ma scorrette sia dal punto di vista pratico che, ciò che è ancora più grave, da quello tecnico. A tal proposito si specifica che in alcun modo la cooperativa può “richiedere minori” al Comune di Vibo Valentia, che vengono al contrario dallo stesso assegnati alle cooperative locali previa verifica della disponibilità di posti. Si rimandano al mittente tutte le infondate accuse relative alla inidoneità della struttura sita in contrada “Zagheria”, e anche qua si precisa che i controlli che vengono effettuati su base periodica rientrano nell’attività fisiologica della Prefettura stessa, tenuta per legge ad effettuarli. Ci si chiede altresì cosa possa spingere dei privati a millantare decisioni autoritative mai avvenute, diffamando non solo la cooperativa che svolge il suo lavoro tra mille difficoltà burocratiche, ma anche e soprattutto le autorità di riferimento, che si trovano a venire a conoscenza mediante social media di decisioni che avrebbero loro stesse preso, evidentemente a loro insaputa. Con la stessa serenità si respinge qualsiasi connessione tra la raccolta firme portata avanti dall’associazione predetta e la chiusura della sede di “Scendamo”, disposta, lo si ribadisce, nella più totale autonomia organizzativa. Si comunica altresì che, dopo mesi di tolleranza, la soglia di sopportazione è stata abbondantemente superata e la cooperativa provvederà a tutelarsi legalmente da tutte le affermazioni diffamanti, laddove non calunniose, diffuse senza contradditorio e senza alcun fondamento di verità”.

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