Escalation criminale a Caroniti, il gip: “Rischio di grave degenerazione” (VIDEO)

Per il giudice Graziamaria Monaco, l'indagato Carmelo Falduto avrebbe continuato nel suo atteggiamento molesto ed intimidatorio anche attraverso il telefono e l'uso di Facebook

Per il giudice Graziamaria Monaco, l'indagato Carmelo Falduto avrebbe continuato nel suo atteggiamento molesto ed intimidatorio anche attraverso il telefono e l'uso di Facebook

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“Volontaria reiterazione dei reati con il concreto rischio di ulteriore e più grave degenerazione”. Non usa mezzi termini il gip del Tribunale di Vibo Valentia, Graziamaria Monaco, nell’ordinanza di aggravamento della misura cautelare nei confronti di Carmelo Falduto, 32 anni, di Caroniti di Joppolo, finito agli arresti domiciliari.

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Dalle risultanze dell’attività investigativa portata avanti dai carabinieri, il giudice è giunta alla conclusione che la misura del divieto di avvicinamento alle parti offese disposta il 21 novembre scorso “consente ancora un margine di movimento così ampio a Carmelo Falduto da permettergli di sentirsi libero di reiterare la medesima condotta delittuosa”. 

Carmelo Falduto avrebbe infatti continuato nel suo atteggiamento “molesto e intimidatorio nei confronti di Domenica Panzitta, in via indiretta tramite l’uso del telefono ed utilizzando utenze intestate a terze persone nonché tramite l’utilizzo del social network facebook, e in via diretta” recandosi nell’abitazione di una congiunta. L’indagato, quindi, non avrebbe esitato a “utilizzare vari canali e ad atterrire anche terze persone investite delle sue minacce, con avvertimenti chiaramente indirizzati e da recapitare a Domenica Panzitta”. 

Pertanto, ad avviso del gip Graziamaria Monaco, la misura adeguata a stroncare l’attività persecutoria ed intimidatoria messa in piedi da Carmelo Falduto appare quella degli arresti domiciliari dovendosi “impedire radicalmente il contatto con l’esterno da parte di Falduto da cui non è ragionevole attendersi l’osservanza di misure solo blandamente limitative della libertà personale” quale quella del divieto di avvicinarsi alle parti offese. 

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