Operazione “Rubamazzo”: due vibonesi condannati a Firenze

Avrebbero costituito un’associazione a delinquere per importare in Italia migliaia di capi di abbigliamento contraffatti

Avrebbero costituito un’associazione a delinquere per importare in Italia migliaia di capi di abbigliamento contraffatti

Informazione pubblicitaria
Informazione pubblicitaria

Confermata dalla Corte d’Appello di Firenze la pena inflitta in primo grado a due vibonesi: Gaetano Comito, 52 anni, di Vibo Valentia, condannato a 4 anni e 6 mesi di reclusione; e Danilo Fiumara, 49 anni, di Francavilla Angitola, condannato a 3 anni e 6 mesi.

Informazione pubblicitaria

I giudici hanno rigettato sia l’appello dei difensori, sia quello del procuratore generale che aveva chiesto per entrambi gli imputati la condanna a 9 anni e 6 mesi di carcere con l’aggravante delle modalità mafiose. La condanna è invece arrivata per il reato di associazione a delinquere finalizzata alla commercializzazione su vasta scala, di capi d’abbigliamento con marchi contraffatti per migliaia di euro. I due vibonesi erano rimasti coinvolti nell’operazione denominata “Rubamazzo” insieme a diversi napoletani la cui posizione è stata da tempo stralciata e gli atti trasmessi per competenza territoriale a Napoli. 

La consegna della merce sarebbe avvenuta, oltre che in Toscana, anche a Mileto, Vibo Valentia e Pizzo Calabro. L’operazione aveva portato al sequestro di 30mila capi di abbigliamento abilmente contraffatti e delle marche più prestigiose, grazie ad una serie di intercettazioni telefoniche ed ambientali. In una di queste, Gaetano Comito avrebbe spiegato al suo interlocutore che ad occuparsi della merce in Calabria ci sarebbe stato Danilo Fiumara, suo “socio in tutto al 50%”.

Fra gli episodi emersi nel corso delle indagini, anche il pestaggio di un napoletano ad opera di Gaetano Comito. In una conversazione intercettata che per i magistrati sembra essere stata “tratta dai film sulla mafia”, dinanzi ad uno dei campani qualificatosi come esponente della “famiglia” Mazzarella di Napoli, Getano Comito così avrebbe replicato:Ora ti dico io chi sono…sono compare di anello e di battesimo di Francesco Mancuso”. A questo punto, il napoletano avrebbe “cambiato totalmente tono ed atteggiamento”. 

Danilo Fiumara (In foto) era assistito dall’avvocato Diego Brancia, Gaetano Comito dall’avvocato Antonio Porcelli.