Joppolo: lettera intimidatoria a consigliere comunale, indaga la polizia

La missiva conteneva un articolo della nostra testata con l’intervento di Stefano Siclari dopo l’infelice uscita di Mimmo Taccone con il minuto di silenzio su facebook per la morte di Riina

La missiva conteneva un articolo della nostra testata con l’intervento di Stefano Siclari dopo l’infelice uscita di Mimmo Taccone con il minuto di silenzio su facebook per la morte di Riina

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Una lettera intimidatoria è stata recapitata al consigliere comunale di minoranza al Comune di Joppolo, Stefano Siclari. La lettera in questione che ha un mittente fasullo con l’indicazione di una donna di Stefanaconi implicata in diversi processi di ‘ndrangheta, conteneva all’interno la copia di un articolo della nostra testata Il Vibonese.it  in cui si dava conto dell’intervento del consigliere comunale dopo l’infelice uscita del consigliere di maggioranza, Mimmo Taccone, che sulla propria bacheca facebook aveva chiesto un minuto di silenzio per la morte del boss Totò Riina.

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“Tale lettera intimidatoria – sostiene Siclari in una nota – non può che essere riferita unicamente alla mia attività politica che mi vede coinvolto in maniera onesta e disinteressata nel territorio di Joppolo. Non mancano infatti le antipatie per gli interventi e le segnalazioni inerenti la situazione amministrativa joppolese, i cui attuali protagonisti badano esclusivamente ai propri interessi ed a quelli di amici e parenti. Sin dall’inizio di questa consiliatura non faccio altro che segnalare l’illegittimità di atti, concorsi, bilanci e nomine, come ad esempio i vari clan politico-familiari. E’ il caso – sostiene Siclari – del tecnico comunale che di recente si è visto riconfermare l’incarico, con la figlia, spesso assente sul territorio, già vicesindaco: Padre, Figlia e Spirito santo (il sindaco Mazza). Vale la pena citare anche l’ultimo esposto riguardo il concorso interno di categoria C, palesemente ad personam. Denunciando tale missiva – conclude Siclari – ritengo di aver fatto il mio dovere di buon cittadino, riponendo piena fiducia nelle istituzioni affinchè possano salvaguardare la comunità e tutelare me e la mia famiglia”. 

Sulla missiva inviata a Siclari indaga la Squadra Mobile di Vibo Valentia. 

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