lunedì,Maggio 17 2021

Il figlio del “primo pentito” di Rinascita Scott: «Ho paura per la mia famiglia, manca la protezione»

Nemo Bonaventura, figlio di Luigi, si rivolge ai presidenti di Commissione antimafia e Commissione centrale Morra e Crimi

Il figlio del “primo pentito” di Rinascita Scott: «Ho paura per la mia famiglia, manca la protezione»
Nemo Bonaventura con il padre Luigi

Domani, suo padre, deporrà, nell’aula bunker di Lamezia Terme. Luigi Bonaventura, storico collaboratore di giustizia, sarà il primo testimone dell’accusa a deporre nel maxiprocesso alla ‘ndrangheta Rinascita Scott. Una vigilia preceduta da un intervento pubblico del figlio dell’ex boss della malavita crotonese che con coraggio e convinzione, da oltre quattordici anni, ha abbracciato la causa della giustizia.

«Anche questa volta, come le altre, mi si riempie il cuore di preoccupazione – scrive Nemo Bonaventura, figlio di Luigi -. Preoccupazione che al suo ritorno, dopo il processo, possa succedere il peggio: come posso evitare di pensare ciò se tutta la nostra famiglia manca di protezione? Spesso la rabbia prende quasi il sopravvento, quando penso che forse, lasciati come siamo alla deriva e senza diritti, lo Stato non si meriti tutto ciò che per un collaboratore di spessore comporta partecipare ai processi».

Aggiunge Nemo Bonaventura: «Ma poi ripenso che quella di mio padre è una scelta, ed anche un dovere civico, e quindi è giusto. Un appello al presidente della Commissione antimafia Morra: non lasci da soli i collaboratori ed i familiari, faccia sentire la presenza dello Stato, dia l’esempio, incentivi così la collaborazione, e faccia applicare quelle leggi che, di diritto, dovrebbero garantire alla mia famiglia la necessaria protezione. Lo stesso appello – conclude Nemo Bonavenutura – è rivolto al presidente della Commissione centrale di protezione Vito Crimi».

Luigi, suo padre, è determinato: «Spero che il presidente Morra, come altre figure istituzionali, non resti indifferente. Più che i collaboratori, sono i nostri figli i veri eroi. Basterebbe la voce di tutti per far migliorare un programma di protezione obsoleto che sta facendo danni enormi a migliaia e migliaia di persone innocenti tra donne bambini e ragazzini. Un danno – conclude Bonaventura – anche alla lotta alla mafia».

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