Omicidio Lacaria nelle Serre vibonesi: condannato Zangari

Il corpo del commercialista di Spadola ritrovato in un bosco il 27 febbraio dello scorso anno. L'imputato processato con il rito abbreviato

Il corpo del commercialista di Spadola ritrovato in un bosco il 27 febbraio dello scorso anno. L'imputato processato con il rito abbreviato

Informazione pubblicitaria
Informazione pubblicitaria

Condanna a 17 anni e 4 mesi di reclusione per Giuseppe Zangari, 47 anni di Spadola, accusato del delitto del commercialista Bruno Lacaria, 52enne suo amico e concittadino. Il pubblico ministero della Procura di Vibo Valentia, Filomena Aliberti, al termine della requisitoria aveva chiesto 21 anni di carcere. La sentenza del gup del Tribunale di Vibo Valentia, Gabriella Lupoli, arrivata dopo un processo con rito abbreviato (che ha consentito uno sconto di pena pari ad un terzo) ha riconosciuto le attenuanti generiche equivalenti alle contestate aggravanti. L’imputato è stato altresì condannato a tre anni di libertà vigilata ed al pagamento di una provvisionale di 25mila euro in favore delle parti civili. Il resto del risarcimento dei danni avverrà in sede civile dove a rappresentare i familiari della vittima ci sono gli avvocati Serravalle, Mercurio e Barbara.

Informazione pubblicitaria

A difendere l’imputato, invece, gli avvocati Giancarlo Pittelli, Enzo Galeota e Michele Ciconte. 

Omicidio l’ accusa contestata all’imputato, giudicato allo “stato degli atti”. Secondo gli inquirenti il tentativo di suicidio con un pesticida sarebbe stato messo in atto dal commerciante Giuseppe Zangari per allontanare da sé stesso i sospetti per la scomparsa di Bruno Lacaria. Un delitto, allo stato, senza premeditazione. La svolta nelle indagini si è avuta dalle dichiarazioni dello stesso Zangari (in foto) che si è autoaccusato dell’omicidio, conducendo sul posto i carabinieri per il ritrovamento del cadavere. Secondo il racconto di Zangari, sarebbe stato il commercialista Bruno Lacaria a chiedergli di arrivare in auto nel bosco dove è stato poi compiuto il delitto. Zangari ha riferito di aver colpito la vittima con un bastone dopo una lite. Bastone che non è stato però ritrovato.

Lacaria era scomparso da Spadola l’8 febbraio dello scorso anno. Zangari si era poi presentato ai militari dell’Arma spontaneamente, chiedendo subito un colloquio riservato con il maresciallo Massimiliano Staglianò, alla guida del Nucleo investigativo dei carabinieri di Serra. A lui, ed al maresciallo Tommaso Casella, Giuseppe Zangari ha confessato i primi particolari sul delitto di Bruno Lacaria ottenendo successivamente la presenza del pm della Procura di Vibo Valentia, Filomena Aliberti, per la prosecuzione del suo racconto.

E’ stato proprio il sostituto procuratore di Vibo ad ottenere da Zangari l’esatta indicazione del luogo in cui aveva gettato il cadavere di Bruno Lacaria, un bosco al confine fra i territori comunali di Brognaturo e Cardinale, fra le province di Vibo e Catanzaro. La stessa boscaglia dove è stato compiuto il delitto.

LEGGI ANCHE: 

Omicidio Lacaria nelle Serre Vibonesi: Zangari passa ai domiciliari

Omicidio Lacaria, Zangari ha ucciso l’amico con un bastone dopo una lite (VIDEO)

Omicidio Lacaria nel Vibonese: la confessione dell’amico Zangari (VIDEO)