Emotrasfusioni a Vibo: l’Asp ed il Ministero condannati per fatti del 1971

Si chiude dopo 47 anni la vicenda giudiziaria di un paziente che ha subito dei danni all’ospedale Jazzolino. Sarà risarcito con oltre 230mila euro

Si chiude dopo 47 anni la vicenda giudiziaria di un paziente che ha subito dei danni all’ospedale Jazzolino. Sarà risarcito con oltre 230mila euro

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Si chiude dopo ben 47 anni la vicenda giudiziaria che vedeva citati in giudizio l’Azienda sanitaria provinciale di Vibo Valentia ed il Ministero della Salute per il risarcimento dei danni derivanti da emotrasfusioni effettuate da un paziente all’ospedale “Jazzolino” nel lontano 1971. 

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Dopo la sentenza di condanna per l’Asp ed il Ministero da parte del Tribunale civile di Catanzaro – arrivata nel 2016 – il legale del paziente danneggiato ha infatti inviato all’Azienda sanitaria provinciale una nota con la richiesta del pagamento in via bonaria della somma stabilita dal giudice in sentenza: 234.768,28 euro. In difetto del pagamento, il legale del paziente ha quindi avvertito l’Asp dell’avvio dell’azione forzata con conseguente aggravio di spesa per l’ente. 

L’Azienda sanitaria provinciale ed il Ministero della Salute, tenuto conto del costante orientamento della giurisprudenza in materia di danni da emotrasfusioni, hanno ritenuto di non proporre appello avverso la sentenza e così al paziente danneggiato verrà liquidata la somma stabilita dal giudice in sentenza, comprensiva di capitale ed interessi. 

Dopo l’esecuzione del pagamento, l’Asp di Vibo procederà infine nei confronti del Ministero della Salute per il recupero della somma di 117.384,14 euro, corrispondente al 50% della somma pagata al danneggiato, atteso che l’Azienda sanitaria ed il Ministero sono state condannate in solido al risarcimento dei danni. 

La delibera dell’Asp porta firma del direttore generale Angela Caligiuri, del direttore amministrativo aziendale, Elga Rizzo, e del direttore sanitario Michelangelo Miceli.