‘Ndrangheta: clan Soriano di Filandari, processo sospeso

Atti trasmessi in Cassazione dopo che Leone Soriano ha chiesto la rimessione del dibattimento ad una sede diversa dalla Corte d’Appello di Catanzaro

Atti trasmessi in Cassazione dopo che Leone Soriano ha chiesto la rimessione del dibattimento ad una sede diversa dalla Corte d’Appello di Catanzaro

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Prrocesso sospeso ed atti in Cassazione per decidere sulla fondatezza o meno della rimessione ad altra sede del dibattimento per “legittimo sospetto”. Niente da fare in Corte d’Appello a Catanzaro per la sentenza del processo di secondo grado nato dall’operazione antimafia denominata “Ragno” contro il clan Soriano di Pizzinni di Filandari. 

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Leone Soriano

L’imputato Leone Soriano, la cui posizione era stata nella scorsa udienza stralciata, ha infatti ieri sollevato la rimessione del processo con un memoriale sostenendo l’esistenza di una sorta di condizionamento ambientale esterno capace di influenzare i giudici. 

Da qui la sospensione del processo e la trasmissione degli atti alla Corte di Cassazione che dovrà decidere sulla fondatezza o meno della rimessione. 

Carmelo Soriano

Cinque le richieste di condanna già avanzate dalla pubblica accusa nella scorsa udienza: Gaetano Soriano ed il figlio Carmelo Soriano per i quali sono stati chiesti 9 anni di reclusione a testa per il reato di associazione mafiosa. Chiesta invece l’assoluzione per i reati-fine. Nel precedente giudizio d’appello (poi annullato con rinvio dalla Cassazione) Gaetano Soriano è stato condannato a 15 anni e 9 mesi, mentre Carmelo Soriano era stato condannato a 10 anni e 6 mesi; conferma della condanna a 3 anni, 4 mesi ed 800 euro di multa è stata chiesta per Graziella Silipigni (assolta in primo grado); 2 anni e 6 mesi la richiesta di condanna per Francesco Parrotta per l’estorsione ai danni della ditta Romano, con esclusione però delle agravanti delle mafiose (9 anni e 6 mesi nel precedente giudizio d’appello, assoluzione in primo grado); 10 anni e mesi 8 di reclusione la richiesta per Giuseppe Soriano, figlio di Graziella Silipigni e della scomparso (per “lupara bianca”) Roberto Soriano, quest’ultimo fratello di Gaetano e Leone.

L’inchiesta “Ragno” ha permesso di ricostruire gli affari e gli assetti della “famiglia” Soriano di Pizzinni di Filandari. Il 28 maggio 2014 si era però registrata una raffica di assoluzioni per tutti gli imputati ad opera del Tribunale di Vibo Valentia, presieduto all’epoca dal giudice Fabio Regolo, ora pm alla Procura di Catania. La Corte d’Appello il 28 maggio 2015 aveva totalmente ribaltato il verdetto di primo grado decidendo per dure condanne. Il 20 aprile 2016, infine, la Cassazione ha annullato con rinvio le condanne ordinando un nuovo processo d’appello per tutti gli imputati. 

In precedenza, la Corte d’Appello aveva respinto altra richiesta di astensione avanzata dal sostituto procuratore generale, Raffaella Sforza, dopo il deposito di una sentenza emessa dagli stessi giudici nell’ambito di una misura di prevenzione nei confronti di Giuseppe Soriano.

In foto dall’alto in basso: Leone Soriano, Gaetano Soriano, Carmelo Soriano, Giuseppe Soriano, Francesco Parrotta e Graziella Silipigni e Gaetano Soriano

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