Carabinieri aggrediti: padre e figlio lasciano i domiciliari

Protagonisti il 23 gennaio scorso di ingiurie, insulti e minacce di morte nel corso di una perquisizione domiciliare nel Vibonese

Protagonisti il 23 gennaio scorso di ingiurie, insulti e minacce di morte nel corso di una perquisizione domiciliare nel Vibonese

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Lasciano gli arresti domiciliari per l’obbligo di firma alla Stazione dei carabinieri per Angelo Vittorio Guerrera di 60 anni, ed il figlio Francesco Guerrera, 31 anni, di Arzona di Filandari, entrambi pluripregiudicati e che il 23 gennaio alla vista dei carabinieri si erano ferocemente opposti ad una perquisizione alla ricerca di armi e munizioni. Il Tribunale della Libertà di Catanzaro ha ritenuto che le esigenze cautelari nel caso di specie possono essere soddisfatte anche attraverso l’obbligo di firma. 

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A far scattare la scintilla, secondo padre e figlio, sarebbe stato il fatto che i militari dell’Arma, durante la perquisizione, si sarebbero “permessi” di toccare le loro olive custodite in un’anfora di terracotta. 

I militari dell’Arma erano stati ingiuriati da padre e figlio con sputi, insulti e minacce di morte. Dovranno rispondere di resistenza a pubblico ufficiale. 

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