martedì,Maggio 18 2021

Omicidio in pieno lockdown nella provincia di Vibo Valentia: sono due gli indagati (Video)

La morte di Francesco Palmieri. La Procura guidata da Camillo Falvo fa piena luce: un regolamento di conti per droga finito in tragedia

Omicidio in pieno lockdown nella provincia di Vibo Valentia: sono due gli indagati (Video)
La ricostruzione dell'omicidio operata dai Ris. Nel riquadro la vittima

Sono due gli indagati per l’omicidio di Francesco Palmieri, consumato il primo aprile 2020, in pieno lockdown, a Paravati di Mileto. I militari del Nucleo operativo e radiomobile della Compagnia carabinieri di Vibo Valentia hanno notificato l’avviso di chiusura delle indagini a Nicola Polito, 34 anni, e Pasquale Evolo, 53 anni. Il provvedimento reca la firma del procuratore Camillo Falvo e del pm Concettina Iannazzo. Ai due sono stati contestati i reati di «cooperazione nel delitto colposo», «morte come conseguenza di altro delitto» e «omicidio colposo». Entrambi indagati pertanto sono ritenuti responsabili di aver determinato la morte di Palmieri con un colpo di fucile calibro 12 alla testa.

Francesco Palmieri, ucciso a Paravati in pieno lockdown

Le indagini, avviate fin da subito con il coinvolgimento sinergico di buona parte delle Stazioni della Compagnia Carabinieri del capoluogo e di tutte le componenti investigative dell’Arma, avevano condotto i carabinieri a fermare dopo alcune ore il cugino della vittima, Nicola Polito appunto, a seguito del rinvenimento – in un magazzino nella sua disponibilità – dell’arma clandestina utilizzata per commettere il delitto.  Il Ris di Messina ha poi blindato l’assioma attraverso accertamenti tecnici che, se da una parte hanno rafforzato la correttezza della tesi alla base del fermo di indiziato di delitto, dall’altra hanno confermato la presenza sul luogo del secondo indagato, Pasquale Evolo. Il Reparto Investigazioni scientifiche è riuscito infatti ad isolare dal fucile in sequestro i profili genetici di entrambi i soggetti indagati.

L’evento sarebbe maturato al termine di un regolamento dei conti per ragioni di droga: un debito di poche decine di euro. I due indagati, nel corso di una colluttazione, hanno fatto esplodere una cartuccia dal fucile che Polito aveva portato con sé per ottenere – a tutti i costi – la ragione sulla contesa. Quest’ultimo avrebbe atteso l’arrivo di Evolo e Palmieri imbracciando un sovrapposto ed Evolo, alla vista dell’arma lo avrebbe assalito per strappargliela via senza tuttavia riuscire nell’intento. È stato proprio in quel frangente che è partito il colpo che ha determinato il decesso del ragazzo che assisteva, inerme, alla bagarre. Polito dovrà rispondere anche dei reati di «detenzione e porto illegale di arma da sparo clandestina» e della «detenzione ai fini di spaccio» di oltre 163 grammi di hashish.

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