mercoledì,Luglio 28 2021

Celebrata a San Costantino Calabro la “Giornata del malato”

Toccante cerimonia nella chiesa madre del piccolo centro vibonese officiata da don Francesco Sicari alla presenza di un gran numero di fedeli

Celebrata a San Costantino Calabro la “Giornata del malato”

Toccante cerimonia questa mattina a San Costantino Calabro, nell’ambito della XXVIGiornata del malato” istituita da San Giovanni Paolo II. Nella chiesa madre del ridente comune vibonese, un’apposita celebrazione eucaristica è stata presieduta dal parroco don Francesco Sicari, alla presenza di un gran numero di fedeli. 

Tra i promotori dell’iniziativa, l’associazione “Disabili senza barriere” guidata da Rocco Deluca. Durante la santa messa, a cui hanno partecipato anche rappresentanti della sezione provinciale dell’Unione italiana ciechi e ipovedenti e una delegazione dell’Ente nazionale sordi, è stata impartita l’unzione degli infermi a diversi ammalati presenti, i quali hanno anche curato il momento dell’offertorio con alcuni doni consegnati al celebrante.  

Nella sua omelia, don Sicari ha focalizzato l’attenzione sul mistero della croce e sull’esigenza di assistere le persone in stato di bisogno e di disabilità, rifacendosi, tra l’altro, al messaggio inviato per l’occasione da Papa Francesco. Nella lettera, prendendo spunto dalle parole: “Ecco tuo figlio… Ecco tua Madre”, che Gesù, innalzato sulla croce, rivolge a sua madre e a Giovanni, Papa Bergoglio in questo 2018 pone l’accento sul tema dell’accoglienza e della donazione di sé a cui la Chiesa deve sempre propendere nei confronti dei più deboli. 

Una vocazione materna verso le persone bisognose e i malati, concretizzatasi nella sua storia bimillenaria in una ricchissima serie di iniziative a loro favore, «che continua ancora oggi cercando di curare anche quando non è in grado di guarire». Come una sorta di «ospedale da campo accogliente» per tutti quanti sono feriti dalla vita, «dove la persona malata viene rispettata nella sua dignità e mantenuta sempre al centro del processo di cura».

 

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