Videosorveglianza nelle scuole superiori di Vibo e Nicotera, la Provincia stila il contratto

L’intervento è volto ad innalzare il livello di sicurezza negli istituti del capoluogo e della cittadina costiera. Un piano da 200mila euro che rientra nei finanziamenti del Fesr 2007/2013   

L’intervento è volto ad innalzare il livello di sicurezza negli istituti del capoluogo e della cittadina costiera. Un piano da 200mila euro che rientra nei finanziamenti del Fesr 2007/2013   

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La Provincia di Vibo
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È stato stilato dalla Provincia di Vibo Valentia il contratto per la realizzazione di un sistema di videosorveglianza nell’area scolastica del Geometra, dell’Industriale, del Professionale, dell’Alberghiero e del Liceo Scientifico di Vibo Valentia; del Liceo Classico e dell’Industriale di Nicotera; nonché del Conservatorio di Vibo Valentia.

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L’atto amministrativo – redatto su input del presidente della Provincia, Andrea Niglia, – è stato delineato sotto l’aspetto tecnico-normativo dal segretario generale dell’Ente, Mario Ientile. I lavori relativi ai citati sistemi di videosorveglianza rientrano nel progetto denominato “Scuola e sicurezza”, finanziato per 200mila euro dal Fondo europeo di sviluppo regionale (Fesr) 2007/2013, regolato dal Piano operativo regionale (Por Calabria) che prevede delle azioni specifiche per la realizzazione, appunto, dei contratti locali di sicurezza.

«Questi interventi, che mirano a potenziare la sicurezza nelle scuole, rientrano nelle attività e nei provvedimenti tracciati nel “Protocollo di legalità” che la mia Amministrazione ha sottoscritto con l’Ufficio territoriale del Governo, al fine di attuare una corretta ed efficace politica antimafia – ha affermato il presidente della Provincia di Vibo, Andrea Niglia -. Vorrei mettere in evidenza che nel corso del mio mandato istituzionale l’Ente si è contraddistinto per una serie di azioni e atti amministrativi concreti contro la criminalità organizzata del Vibonese, costituendosi parte civile nei processi che hanno visto coinvolte le più potenti consorterie locali. Abbiamo, poi, difeso con i denti presidi di legalità quali la Prefettura e la Scuola di Polizia, confrontandoci in maniera costruttiva con il ministro dell’Interno. Il tutto perché crediamo che la diffusione della cultura della legalità nel nostro territorio – ha concluso il presidente della Provincia – sia la “condicio sine qua non” per l’innesco di dinamiche di crescita e di sviluppo economico e sociale».