domenica,Maggio 16 2021

Vibo, chiude la sua birreria e inizia lo sciopero della fame: «Mai arrivati i ristori Covid promessi»

La disperata protesta del proprietario del pub Novepercento: «Insostenibile la situazione in cui si trovano come me tutti gli esercenti. Ritardi non possono essere più giustificati»

Vibo, chiude la sua birreria e inizia lo sciopero della fame: «Mai arrivati i ristori Covid promessi»
La birreria Novepercento

È una testimonianza intrisa di dolore e delusione quella di Giuseppe Mariano Iennarella, titolare di una nota birreria di Vibo Valentia, la Novepercento. Uno sfogo col quale l’imprenditore ha annunciato la chiusura del suo locale e l’inizio di uno sciopero della fame. Il motivo? Dall’inizio della pandemia non ha ricevuto nessun contributo da parte dello Stato, nessun “ristoro” che lo aiutasse a sopperire alle mancate entrare per l’imposizione alla chiusura della sua attività commerciale.

«È insostenibile – si sfoga Iennarella – la situazione in cui si trovano come me tutti gli esercenti che gestiscono attività di ristorazione e che ancora, nonostante gli annunci e i mesi trascorsi, attendono la corresponsione dei contributi previsti nei “decreti ristori 1 e 2”».

«Il lasso di tempo ormai trascorso non ha più nessuna giustificazione – attacca l’imprenditore – Dopo aver ricevuto l’ennesimo rinvio rispetto a quanto mi era stato garantito in un primo momento dalla Presidenza del Consiglio e di recente anche dal direttore regionale dell’Agenzia delle entrate, ho deciso di chiudere subito il mio locale e di avviare lo sciopero della fame».

«Non è tollerabile per la sopravvivenza mia e di tante altre persone che si trovano nella mia stessa situazione attendere anche un solo attimo ancora. L’autorità giudiziaria competente stabilirà eventuali responsabilità ma intanto, non potendo garantire alla mia famiglia il pane quotidiano e non riuscendo a pagare le utenze per mandare avanti la mia attività, ho deciso di attuare questa forma estrema di protesta».

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