mercoledì,Settembre 22 2021

Cellulare scoperto nel carcere di Vibo, il plauso della Uilpa alla Polizia penitenziaria

Un detenuto del circuito ad alta sicurezza lo aveva occultato nelle parti intime. La dirigente sindacale Bernardi: «Fondamentale rallentare i contatti esterni»

Cellulare scoperto nel carcere di Vibo, il plauso della Uilpa alla Polizia penitenziaria

Un microcellulare occultato nelle parti intime da un detenuto del circuito ad alta sicurezza, proveniente da altro istituto, all’atto dell’ingresso nel carcere di Vibo Valentia. Ennesimo episodio, secondo nel giro di pochi giorni, che fa alzare la soglia d’attenzione alla Uilpa Polizia penitenziaria che condanna il fatto attraverso il segretario territoriale Francesca Bernardi.

Si tratta, fa notare la sindacalista, «di un ritrovamento, l’ennesimo di una lunga serie, che dimostra come le donne e gli uomini del reparto vibonese, agli ordini del comandante, dirigente aggiunto Salvatore Conti, operino con costante attenzione e meticolosità, nonostante le difficoltà connesse all’emergenza pandemica e quelle ataviche derivanti dall’insufficienza di organici, mezzi ed equipaggiamenti».

Per la Bernardi «interrompere le comunicazioni fraudolente per rallentare i contatti con sodali esterni utili al perseguimento di trame delinquenziali, è uno dei principiali obiettivi della pena detentiva, il cui effetto viene in gran parte vanificato dal possesso da parte dei detenuti di mezzi di comunicazione fraudolenta. Questo ancor di più in un territorio dove pesante è la cappa della criminalità organizzata la quale, come sembra emergere anche dal processo “RinascitaScott” che si sta celebrando in questi giorni, si era spinta sino a tentare di imporsi persino all’interno della Casa Circondariale. Anche per questo, ancora una volta – conclude Bernardi -, rivolgiamo il nostro plauso e il nostro vivo ringraziamento alle donne e agli uomini del Reparto del Corpo di polizia penitenziaria della Casa Circondariale di Vibo Valentia».

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