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Il 35enne di Filandari resta tuttavia in carcere per l’operazione della Dda di Catanzaro contro il clan Soriano

Cronaca

Non convalidato dal gip del Tribunale di Vibo Valentia l’arresto per Francesco Parrotta, di Filandari, in relazione alla detenzione di una pistola trovata su un albero nei pressi dell’abitazione del 35enne nel corso delle perquisizioni dei carabinieri a seguito dell’operazione antimafia “Nemea”. Detenzione illegale di arma la nuova accusa per la quale ha proceduto la Procura di Vibo Valentia. Parrotta - difeso dall’avvocato Giovanni Vecchio - non lascerà tuttavia il carcere in quanto il fermo di indiziato di delitto, relativo a tutte le altre accuse contestate dalla Dda di Catanzaro nell’ambito dell’operazione “Nemea”, è stato convalidato dal gip con contestuale trasmissione degli atti al pm distrettuale affinchè riproponga al gip antimafia del capoluogo di regione una nuova richiesta per l’applicazione di un’ordinanza di custodia cautelare. Le contestazioni per Parrotta nell’operazione “Nemea” vanno dal concorso in estorsione al danneggiamento seguito da incendio, dalla detenzione illegale di sostanze stupefacenti ai fini di spaccio alla ricettazione, sino alla detenzione illegale di armi e munizioni. Reati aggravati dalle modalità e dalle finalità mafiose.

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