Pizzo, contro il razzismo nel calcio Sinistra italiana chiama i tifosi a raccolta

Il circolo “Carlo Primerano” stigmatizza quanto accaduto ai tre giocatori di colore della squadra locale e invita i cittadini a reagire contro l’intolleranza manifestando la propria solidarietà a bordo campo

Il circolo “Carlo Primerano” stigmatizza quanto accaduto ai tre giocatori di colore della squadra locale e invita i cittadini a reagire contro l’intolleranza manifestando la propria solidarietà a bordo campo

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 «È un segnale chiaro e ineccepibile di razzismo miscelato ad ignoranza».  Questa la reazione del circolo napitino di Sinistra italiana, che ha duramente stigmatizzato l’episodio che ha coinvolto tre giovani giocatori di colore del Real Pizzo, squadra che milita nel campionato di Terza categoria, insultati e aggrediti durante la gara di recupero contro la Vigor 1919 disputatasi a Lamezia Terme.

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«Quanto accaduto – scrivono i militanti di Sinistra italiana in una nota – non ha nulla a che fare col tifo e lo sport. Il Circolo di Sinistra Italiana Pizzo è indignato dai vili gesti che i tre ragazzi, appartenenti al Real Pizzo, hanno dovuto subire insieme alla loro squadra. Il tentativo di boicottaggio che hanno dovuto subire i ragazzi, proprio mentre in quel momento si dovevano sentire liberi di giocare, al meglio, in nome dello sport, è stato razzismo dettato e fomentato da situazioni ormai reiterate e patologiche. Lo sport è manomesso. La Calabria non può essere questa. La Calabria rifiuta e rigetta certi esempi di maschilismo e intolleranza. Noi non ci stiamo». 

Infine, l’appello affinché quanto successo non venga sottovalutato, dando appuntamento ai tifosi allo stadio comunale Tucci per una dimostrazione di solidarietà verso i giocatori vittime dell’aggressione.

«Non vogliamo che tutto venga messo nel cassetto del dimenticatoio – concludono – e invitiamo la cittadinanza pizzitana a stare accanto a questi ragazzi, i nostri ragazzi, e fare di quei novanta minuti, minuti di gioia. Sarà compito nostro fare qualcosa in questo territorio, non si può far finta di nulla. Siamo tutti genitori di questi tre ragazzi e i nostri figli non devono essere toccati. Subito un gesto di opposizione a tale avvenimento. Un nostro fermo “No racism” deve farsi sentire immediatamente a bordo campo. La gente pizzitana, e le società sportive, non devono indietreggiare ma stare accanto a questi ragazzi».