Applausi a Mileto per la “Mater dolorosa” del Cantiere musicale internazionale

Apprezzato concerto di musica classica tra le navate della basilica-cattedrale alla presenza di una folta platea di fedeli e appassionati 

Apprezzato concerto di musica classica tra le navate della basilica-cattedrale alla presenza di una folta platea di fedeli e appassionati 

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Un momento del concerto
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Ha rappresentato un significativo momento di preghiera e meditazione, in piena sintonia con il periodo quaresimale e con l’ascesi finale della risurrezione di Cristo. Emozioni uniche, espresse attraverso la musica e il canto, create ad arte tramite suoni e melodie levatisi alte tra le navate della basilica-cattedrale di Mileto. Questi, in breve, i contenuti del concerto di musica classica “Mater dolorosa” svoltosi ieri sera nella chiesa madre della diocesi di Mileto-Nicotera-Tropea. 

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L’evento, organizzato dal Cantiere musicale internazionale in collaborazione con la diocesi e la locale parrocchia “Santa Maria Assunta-San Nicola”, ha visto protagonisti la soprano Caterina Francese, la mezzo soprano Marta Erminia Floro, gli allievi della classe di canto della realtà musicale con sede nell’ottocentesco palazzo San Giuseppe, Federica Lacquaniti e Ludovica Pisano, il quartetto d’archi composto da Giuseppe Sangeniti (violino), Giuseppe Tallarico (violino), Antonio Macrì (viola) e Francesco Valenzisi (violoncello), il basso continuo Diego Ventura

Un “parterre” d’eccezione che, davanti al vescovo Luigi Renzo e a una folta platea di fedeli e appassionati, ha proposto in modo ottimale la settecentesca opera “Stabat Mater”, composta dal maestro Giovan Battista Draghi, detto il Pergolesi, a pochi mesi di distanza dalla sua morte. Una sorta di struggente preghiera, che partendo dall’immagine della Vergine addolorata ai piedi della croce su cui era appeso il figlio, racconta le pene e i sentimenti di una madre e, nel contempo, il desiderio dell’autore di accompagnarla su tale irto cammino sino all’amplesso finale e al conseguimento della vita eterna. 

Continua a produrre frutti copiosi, quindi, l’impegno del Cmi, sorto anni fa su input del noto maestro di pianoforte miletese Roberto Giordano, a sostegno della musica di qualità. La serata si è conclusa con l’intervento finale di monsignor Renzo, il quale, dopo aver espresso il proprio plauso per l’iniziativa, si è infine soffermato sull’alto significato e sui valori insiti dello “Stabat Mater” composto dal maestro di Jesi.