giovedì,Maggio 6 2021

“I giovani e la politica”, l’iniziativa del liceo scientifico Berto di Vibo

Alcuni studenti e il dirigente Caterina Calabrese in diretta Instagram hanno incontrato tra gli altri il candidato a governatore Occhiuto e il referente Libera don Stamile

“I giovani e la politica”, l’iniziativa del liceo scientifico Berto di Vibo
Gli studenti con la preside Caterina Calabrese

I giovani e la politica”. Questo il titolo dell’ultimo incontro organizzato dal Comitato studentesco del liceo Scientifico Berto di Vibo Valentia, con il dirigente scolastico, Caterina Calabrese. Attraverso la piattaforma Instagram, sul profilo dello stesso Liceo, infatti, gli studenti hanno potuto assistere a un dibattito su un tema di fondamentale importanza e di impellente pregnanza. Ad intervenire, il deputato Roberto Occhiuto, il referente di Libera per la Calabria don Ennio Stamile, l’avvocato Domenico Sorace, il vicepresidente della Bcc del Vibonese Antonio Cirillo e Antonio Lo Schiavo.

Quest’ultimo ha risposto alle domande della studentessa Olga Farfaglia. «La fiducia e l’insoddisfazione verso il sistema della politica e dei partiti ha radici lontane – ha affermato Antonio Lo Schiavo – ma in questo momento è inevitabile che il futuro debba partire dai giovani e dalle persone».

Giuseppe Foti ha poi chiesto a don Ennio Stamile quali possono essere i punti di forza dello Stato democratico italiano. Ha fatto appello alla «sfida educativa» il referente regionale Libera, denotando un forte bisogno di «discernimento» anche in tempi di crisi politica. La politica, «più alta ed esigente forma di carità» secondo Paolo VI, necessita di testimoni capaci di risanare il fenomeno corruttivo. La salvaguardia della democrazia, ha spiegato , è la libertà, la custodia della dignità umana pur nella diversità delle componenti civili dello Stato. La democrazia è un bene da custodire attraverso un impegno costante che si traduce in partecipazione attiva.

Il rappresentante Giuseppe Contartese poi ha dialogato con l’onorevole Occhiuto, il quale ha rivelato come molti modelli della sua ispirazione politica provengano dalla tradizione dei cattolici. Ha fatto quindi notare: «Non tutte le istituzioni hanno una certa sensibilità politica», volendo esprimere con forza che «la politica è un’attività umana; è il modo in cui si svolge quell’attività a renderla positiva per se stessi e per gli altri».

Da qui la sua esortazione ai giovani a prendere parte al dibattito politico, bisognoso dell’energia e delle idee proprie dei giovani; alla base, precisa, deve esserci la vocazione ad essere buoni cittadini per vivere pienamente i propri diritti, specialmente quello di votare. Il governo nazionale, allora, afferma Roberto Occhiuto, ha il dovere, al contempo, di investire sul miglioramento della macchina politica al fine di assicurare un futuro prospero per i giovani.

L’avvocato Domenico Sorace, soffermatosi sulla partecipazione delle donne all’attività politica, ha riflettuto sul ruolo del femminile nelle società costituite. Ha infatti analizzato il rapporto dialettico tra diritti individuali e diritti globali, per mettere in evidenza che in una società declinata al maschile è necessario il forte intervento femminile per la costituzione di un tessuto sociale migliore, che intervenga sul linguaggio, sulle norme e sui costumi.

Infine, Antonio Cirillo ha risposto alla provocante domanda dello studente Ivan Malvaso sull’economia della politica attuale: «Se la politica è fatta solo per le grandi imprese – ha risposto Cirillo – la Calabria stessa ne esce penalizzata: anche la scuola, allora, deve preparare ad un impegno più convinto e convincente con la forza di compiere scelte forti».

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