Carattere

Giro per la Calabria in camper organizzato dall'associazione “Legalità organizzata”, fondata dall'ex imprenditore e testimone di giustizia. All’Università antimafia presente anche Rosaria Scarpulla, madre di Matteo Vinci

Il "No 'ndrangheta tour" a Limbadi
Cultura

È partito oggi, dall’Università dell’antimafia di Limbadi, il “No ‘ndrangheta tour”, il giro per la Calabria con due camper organizzato dall'associazione “Legalità Organizzata”, fondata dall'ex imprenditore calabrese e testimone di giustizia Pino Masciari e presieduta dall'avvocato Roberto Catani. Il viaggio per la regione è dunque iniziato dal centro vibonese dove, di recente, si è verificata la barbara uccisione di Matteo Vinci, 42enne rimasto vittima dell’esplosione di un’autobomba collocata sulla propria autovettura e il cui consiglio comunale è stato recentemente sciolto per infiltrazioni mafiose.

Il tour proseguirà, poi, nella stessa giornata di oggi a Gioia Tauro e Oppido Mamertina (Rc), quindi, domani, saranno a Locri, Polistena e Palmi, approdando il 19 maggio a Catanzaro e Soverato (Cz). Il 20 maggio, ancora, i camper attraverseranno la costa ionica centrale e fermeranno a Isola Capo Rizzuto e Crotone, e ancora a Bisignano e Corigliano Calabro (Cs). Da lì proseguiranno il 21 maggio per Lamezia Terme (Cz) e Cetraro (Cs), per sostare il 22 maggio a Cassano allo Ionio (Cs) ed a Cosenza

«Il tour - precisano gli organizzatori - si concluderà il 23 maggio a San Giovanni in Fiore (Cs), centro silano legato alla figura dell'abate di Celico Gioacchino da Fiore, del XII secolo, che profetizzò il compimento della giustizia nella vita terrena, mediante l'emancipazione spirituale e dunque l'armonia civile degli uomini». L'obiettivo dell'iniziativa, spiegano Masciari e Catani, «è aggregare istituzioni e coscienze sulla lotta a ogni forma di criminalità organizzata, attraverso incontri con studenti, con i commissari di Comuni sciolti per 'ndrangheta, rappresentanti dello Stato, del popolo e della Chiesa, sindaci, associazioni antimafia ed altre espressioni della società civile. La Calabria - continuano - ha urgente bisogno di unirsi nella sfida, intanto culturale, alla 'ndrangheta, che è in primo luogo un modo di pensare e vivere, di gestire il potere distruggendo l'economia e i servizi pubblici, con conseguenti emigrazione e spopolamento. Da qui il nostro appello - concludono Masciari e Catani - alla Calabria sana, ancora maggioritaria, perché ci sia una partecipazione forte e contagiosa al tour. Tutti insieme abbiamo il dovere di restituire, soprattutto ai giovani, la bellezza del fresco profumo di libertà di cui parlava Paolo Borsellino».

All’iniziativa di questa mattina a Limbadi hanno preso parte anche il commissario straordinario del Comune, Alessandra Camporota, e Rosaria Scarpulla, madre di Matteo Vinci, accompagnata dall’avvocato Giuseppe De Pace, legale della famiglia. 

LEGGI ANCHE:

Gli studenti del “Capialbi” di Vibo si candidano a gestire l’Università antimafia di Limbadi (VIDEO)

Seguici su Facebook