giovedì,Giugno 17 2021

Pizzo, libri sui davanzali e nelle fessure dei muri per celebrare la lettura

L’idea messa in campo da bookcrossing, un’associazione spontanea di persone con la passione per la cultura. Nella città napitina il fenomeno “U bucu du buuk” risveglia anche la curiosità dei turisti

Pizzo, libri sui davanzali e nelle fessure dei muri per celebrare la lettura

Libri negli spazi più impensabili, anche nelle fessure nei muri. È l’idea messa in campo da bookcrossing, un’associazione spontanea di persone che vogliono condividere i libri senza alcun fine di lucro.

Leggere libri e poi condividerli

L’obiettivo è quello di «rendere il mondo intero una biblioteca». Bookcrossing significa leggere un libro e poi decidere di abbandonarlo per permettere ad altri di leggerlo e provare emozioni. Ma abbandonarlo dove? Lasciando i libri nei posti più disparati, sui mezzi pubblici, sulle panchine, in cabine telefoniche, per far sì che altri li trovino e li leggano per poi rimetterli in circolo. Ma si possono lasciare persino, come avvenuto a Pizzo, in un incavo, a forma di finestra,  sulla facciata di un vecchio palazzo, dove forse un tempo alloggiava il contatore dell’acqua. E così, in via Marcello Salomone, da qualche giorno vengono depositati libri di varia natura e dimensione.

L’iniziativa a Pizzo

Sarà stata l’ondata di entusiasmo suscitata dalla recente proclamazione di Vibo a capitale italiana del libro? Sembra comunque che l’iniziativa cominci a funzionare, suscitando curiosità anche fra i turisti che cominciano ad affollare la suggestiva località marinara. Con molta verve ironica, tipicamente napitina, la nicchia dove vengono depositati i libri è stata denominata, fondendo dialetto calabrese e lingua inglese, “u bucu du buuk”.

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