A Zungri c’è una “piccola Matera” ancora tutta da scoprire (VIDEO)

Nell’insediamento rupestre almeno 50 le cavità attualmente inaccessibili che potrebbero fare del sito rupestre un polo turistico di primaria importanza. Intanto sono 14mila i visitatori da marzo 2018 e stasera l’area rivive con “Stone. La città di pietra”  

Nell’insediamento rupestre almeno 50 le cavità attualmente inaccessibili che potrebbero fare del sito rupestre un polo turistico di primaria importanza. Intanto sono 14mila i visitatori da marzo 2018 e stasera l’area rivive con “Stone. La città di pietra”  

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Le Grotte di Zungri sono un mondo tutto da scoprire, ancora più affascinante se si pensa che ci sono almeno cinquanta cavità artificiali non ancora visitabili. Potrebbe diventare la Matera calabrese se solo si finanziassero maggiori studi di ricerca e nuovi scavi per portare totalmente alla luce la “Città di pietra” del Vibonese. Un insediamento rupestre esistente già in epoca bizantina che si è conservato fino ai giorni nostri nella conformazione attuale, risalente al Medioevo. Un sito unico nel suo genere in Calabria, tra i più visitati. Ma ancora non abbastanza conosciuto. Da granai del Poro nell’antichità a rifugi durante la seconda guerra mondiale, da stalle per gli animali a luoghi tetri e abbandonati, l’utilizzo delle grotte è cambiato negli anni senza pregiudicarne la conservazione. L’area aperta alle visite oggi è in perfetto stato e per la comunità del luogo rappresenta un patrimonio da difendere e valorizzare. Nel 2015 l’intuizione di sfruttare i fondi europei per riportare le grotte ai fasti di un tempo, scelta premiata da una media di cento visite al giorno se si considera il periodo tra marzo e ottobre. Ma secondo il sindaco di Zungri, Franco Galati, si potrebbe fare ancora di più: il governo regionale dovrebbe potenziare la viabilità e lavorare per un ampliamento della zona visitabile. L’interesse per il sito cresce di anno in anno con quasi 14mila visitatori da marzo 2018 a oggi. Merito della promozione su internet, di una gestione instancabile, coordinata dalla direttrice del sito archeologico Caterina Pietropaolo e del passaparola. Perché un luogo così incantevole resta tanto impresso nella memoria quasi da imporne la condivisione del ricordo con altri. Un passaparola che però non può bastare a far esprimere al meglio il potenziale enorme dell’insediamento rupestre: serve più personale per seguire tutti i turisti durante le visite soprattutto nel periodo estivo; servono nuovi scavi e una manutenzione costante; serve maggiore attenzione da parte delle istituzioni vista la peculiarità e la bellezza dell’unica Città di pietra della Calabria. 

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