giovedì,Luglio 29 2021

L’arte dello scultore vibonese Mazzotta in mostra a Vigevano

Il maestro, nativo di Nao di Ionadi, è uno dei protagonisti della rassegna “La poetica della materia”, in corso nel castello della città lombarda

L’arte dello scultore vibonese Mazzotta in mostra a Vigevano
Al centro Mazzotta con una sua scultura

C’è anche il maestro vibonese Alfredo Mazzotta, tra i protagonisti della mostra “La poetica della materia”, in corso nella splendida cornice del castello di Vigevano. Insieme a lui, gli altri tre scultori della Permanente di Milano Pino Di Gennaro, Luigi Fulvi e Armanda Verdirame. Il valente artista di Nao di Ionadi, da tempo trapiantato in Lombardia, dopo aver studiato presso l’Accademia di Brera, nel 2001 ha, tra l’altro, realizzato il trofeo che la città di Novara consegna a personalità della cultura, dello sport e dello spettacolo. Negli anni, questa sua creazione scultorea è stata assegnata a uomini e donne del calibro di: Dino Zoff, Mike Bongiorno, Sara Simeoni, Ottavio Missoni, Paola Cardullo, Novara Calcio, Bruno Gambarotta, Javier Zanetti, Irina Kirillova e Leo Lo Bianco. Sue opere sono esposte in collezioni sparse in tutto il mondo. Tra le sue realizzazioni, nel 2008 le scenografie per lo spettacolo “Paroles Aux Femmes” – con protagonista l’attrice Aphrodite De Lorraine – proposto per il Theatre Francais de Milan presso il Teatro Litta di Milano. Nel 2010, tra l’altro, Aidan Cesira Photographer gli ha dedicato un libro fotografico dal titolo “Alfredo Mazzotta l’Uomo, l’Artista, il Maestro”.

Gli scultori della mostra con il sindaco di Vigevano

«Disegna il volume nel bronzo con accortezza estrema, inseguendo nel tempo, con determinata volontà espressiva – afferma riguardo alla maestria dell’artista vibonese, lo storico d’Arte contemporanea Andrea Del Guercio – quella che potremmo definire la sua personale ricerca della perfezione; la raggiunge predisponendo una scandita successione di soggetti plastici contrassegnati dall’indipendenza espressiva della propria vita interna, per poi tornare ad essere collegati tra di loro attraverso il fil rouge della ‘volontà di ricerca’. Dal singolo al collettivo, dalla forza che si esercita su se stessa, alla processualità che si distende per capitoli – aggiunge – lo sguardo e il consumo del fruitore dell’arte sosta e avanza, si sofferma e si concentra sullo sviluppo di una curva, penetra il varco della materia accuratamente patinata, spesso arretra per re-inquadrare, sospinto dal desiderio di ‘accarezzare’, per poi trovare la strada che lo conduce al rapporto di continuità espositiva affascinato dall’infinito». “La poetica della materia-Quattro scultori contemporanei della Permanente a confronto” rimarrà aperta al pubblico fino al prossimo 19 settembre.

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