Zungri, i rappresentanti del Consiglio d’Europa stregati dalle Grotte

L’insediamento rupestre meta di una delegazione formata dagli esponenti dei 47 Paesi della Convenzione sul paesaggio. L’area è minacciata dal dissesto ma l’assessore regionale Rossi rassicura: «Patrimonio da tutelare»

L’insediamento rupestre meta di una delegazione formata dagli esponenti dei 47 Paesi della Convenzione sul paesaggio. L’area è minacciata dal dissesto ma l’assessore regionale Rossi rassicura: «Patrimonio da tutelare»

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I delegati nei pressi dell'insediamento
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Zungri e le sue Grotte continuano a vivere un momento di grande crescita – da marzo ad oggi oltre 21.000 visitatori – e la Regione Calabria scende in campo ufficialmente, portandosi dietro un’istituzione di grande prestigio internazionale come il Consiglio d’Europa. Succede così che proprio a Zungri, qualche giorno fa, si incontrino l’assessore regionale alla pianificazione territoriale e urbanistica Franco Rossi e Maguelonne Déjeant-Pons, Capo di divisione e Segretario esecutivo della Convenzione europea sul paesaggio. Dietro di loro una nutrita delegazione di dirigenti regionali e membri del Consiglio d’Europa. Presenti il sindaco di Zungri Franco Galati e la direttrice del sito archeologico e del museo Caterina Pietropaolo. La delegazione ha effettuato una visita di studio insieme ad uno dei massimi esperti italiani di archeologia medioevale, Francesco A. Cuteri, che è anche membro del Comitato scientifico per le Grotte. L’evidente stupore negli occhi dei delegati, rimasti letteralmente a bocca aperta di fronte all’affascinante scenario rupestre che si sono visti davanti, è stato la migliore garanzia del loro impegno nella divulgazione a livello europeo di questo incredibile sito archeologico. Puntuale la direttrice Caterina Pietropaolo (foto sotto): «questa visita è molto importante per noi, i rappresentanti di 47 paesi hanno scelto la Calabria e Zungri per parlare di paesaggio; certamente le Grotte rappresentano il futuro di Zungri e una risorsa straordinaria per tutta la regione». (L’articolo prosegue sotto la pubblicità)

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La visita è stata anche occasione per un sopralluogo tecnico all’indomani del maltempo dei giorni scorsi. Le Grotte di Zungri si trovano in un’area a rischio idrogeologico R3-R4, quindi “rischio molto elevato. «Purtroppo – ha detto il sindaco Galati (in foto a lato con Rossi e Déjeant-Pons) – le piogge torrenziali hanno messo in luce gravi criticità: ci sono state delle frane che impediscono l’accesso al sito e altre che mettono a rischio l’integrità delle Grotte, dobbiamo intervenire subito, la Regione Calabria deve darci una mano». Da parte sua Rossi si è impegnato per far sì che la Regione Calabria supporti il Comune per scongiurare i danni e avviare un intervento di messa in sicurezza dell’area: «Bisogna evitare il rischio di dissesto idrogeologico e i possibili crolli nel sito archeologico. Le Grotte di Zungri sono un sito di enorme interesse storico, culturale e paesaggistico per tutta la Calabria, sono beni comuni da tutelare e valorizzare». Anche l’archeologo Francesco Cuteri è intervenuto sul punto: «Il maltempo di questi giorni ci ha insegnato una cosa: la situazione è veramente critica, la Regione deve decidere se Zungri deve continuare ad esistere. In tal caso bisogna intervenire velocemente con opere di consolidamento e manutenzione straordinarie. Dobbiamo anche avviare un programma di ricerca, perché ci sono altre decine e decine di grotte da riportare alla luce e rendere fruibili. Questo luogo – ha concluso lo studioso – è l’emblema delle realtà rupestri in Calabria e può diventare il simbolo di una sintesi fra turismo, tradizione e ricerca archeologica seria».

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