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Il disastro ferroviario avvenuto nel 1951 ancora vivo nel ricordo dei testimoni oculari. Ricostruiti gli elementi salienti della vicenda e ribadita la necessita di manutenzione delle infrastrutture 

Il workshop della Pro loco
Cultura

«L’interesse per le cose importanti, la commozione per il riaprirsi dei cassetti della memoria con tanti ricordi forti impressi nella mente e nel cuore. Fare leva sulla memoria affinché emerga il senso di appartenenza e di identità della cittadina portuale». E’ quanto accaduto nel corso del workshop tenutosi alla sala convegni “Timoneria” dell’Hotel Cala del Porto di Vibo Marina sabato 17 novembre in occasione dell’Anniversario dell’incidente della Littorina delle Fcl accaduto all’alba di quel sabato 17 novembre 1951. Il presidente della Pro loco di Vibo Marina, Massimiliano Di Costa, ha voluto ringraziare  i numerosi cittadini intervenuti; tra questi, la Pro loco di Pizzo ed il suo presidente Cesare Cordopatri, associazioni gemellate «per i tanti  interessi comuni tra cui questa pagina di storia. La sciagura - si legge in un resoconto dell’iniziativa - avvenne per il crollo del “ponte Ciliberto” quasi a metà strada della tratta Fcl Pizzo-Vibo Marina. In apertura, grande attenzione alla relazione di Pino Addesi; una scrupolosa e commovente  ricostruzione storica su quella sciagura del 1951. A seguire Enzo De Maria ha accennato all’aspetto sociale della vicenda, di quella “umanità in cammino su quella littorina” che di colpo si arrestò. Nella sua relazione, Elia Gullo ha illustrato con dovizia la particolare configurazione geologica del nostro territorio e le unità stratografiche esistenti, quindi ha accennato alla presenza di una faglia-frattura della roccia nel tratto vicino al ponte Ciliberto crollato. Francesco Agruso si è soffermato sull’ingegneria delle grandi opere, in particolare sulla tecnica di costruzione dei ponti; ha quindi ipotizzato, anche in base a relazioni dell’epoca, che nel ponte Ciliberto vi potesse essere una deficienza di materiali e che l’inizio del crollo possa essere accaduto per lo spostamento della base di una pila. Ferdinando Palmieri, testimone di quel giorno, ha voluto  ricordare in particolare la generosa azione degna di essere conosciuta di Colica Pietro: un guardialinee di 50 anni delle Ferrovie dello Stato che abitava in un casello poco distante e che per primo accorse sul luogo della sciagura; si prodigò a trasportare sulle spalle dei feriti percorrendo con ogni energia  più volte un sentiero impervio dalla littorina precipitata sino al bordo della lontana strada; quando passò un carrettiere, lo fermò e  lo pregò di chiedere aiuto; stremato dalle forze si amareggiò per non poter più, per come suo desiderio forte, salvarne altri. Enrico Fedele, altro testimone, ha poi narrato tanti particolari di quel giorno; nella mente l’immagine indelebile di quel luogo; tra l’altro, dopo la sciagura fu incaricato di svolgere servizio di vigilanza, giorno e notte, del ponte crollato». (L’articolo prosegue sotto la pubblicità)

E ancora, «una vicenda per non dimenticare il passato, utile a tutti ancor oggi. Nei vari interventi si è accennato a vari temi di grande interesse ed attualità, importanti anche allo sviluppo sociale ed economico-occupazionale. Tra questi la necessità di salvaguardare il territorio in ogni piano ma anche nei comportamenti dei cittadini, soprattutto ove, come da noi, vi è maggiore rischio di dissesto idro-geologico; di aver garantito dagli enti preposti un periodico controllo e manutenzione dei torrenti, ponti, gallerie ferroviarie e stradali, ancor più dopo il crollo del ponte di Genova; la valorizzazione completa, come pista ciclo-pedonale, dell’attraente vecchio tracciato delle Ferrovie Calabro Lucane Vibo Marina-Pizzo-Vibo Valentia ove già la Provincia aveva avviato un progetto; la costituzione di un parco “Miramare” sulla collina tra Pizzo e Vibo, un luogo molto panoramico e d’interesse naturalistico, più volte proposto alle amministrazioni comunali interessate; ogni intervento per il necessario mantenimento dell’attuale ferrovia costiera Fs  Eccellente-Pizzo-Vibo Marina-Tropea, un servizio questo molto utile anche per avvicinare il porto di Vibo Marina all’aeroporto internazionale di Lamezia Terme».  

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