martedì,Ottobre 19 2021

Storia e identità, a San Costantino di Briatico serata dedicata alla fotografia

Lanciata la proposta di realizzare una raccolta di tutto il patrimonio fotografico del territorio da consegnare alle generazioni future

Storia e identità, a San Costantino di Briatico serata dedicata alla fotografia
L'evento dedicato alla fotografia

Nell’antico giardino, davanti ad un palazzo le cui mura hanno visto secoli di eventi, nei giorni scorsi a San Costantino di Briatico, si è respirato la storia. Le luci calde, foto in bianco e nero a raccontare le genti e i luoghi della nostra terra, maschere e lampade di ceramica plasmate dalla passione per la materia e la memoria e, un pubblico attento e silenzioso per tutta la durata dell’evento, hanno impreziosito una serata dal sapore malinconico ma carica di speranza e nuovi progetti. Così si può riassumere la serata organizzata da Officina Fotografica col patrocinio del Comune di Briatico, con l’intento di avviare un percorso di studio e conoscenza prima e condivisione dopo, dell’archivio  fotografico posseduto dai due storici casati presenti nel comune: i Marzano e i Lombardi Satriani. I dettagli sono contenuti in una nota stampa.

Recupero della memoria storica

L’apertura della serata è stata curata da Paolo Cutuli, attore, che ha recitato in maniera sublime una poesia (U faddali da nanna di Franco Restuccia) carica di memoria ed emozione.

Giuseppe Morello, uno dei pilastri di officina fotografica ha poi sintetizzato il fine dell’associazione e l’obiettivo della serata come recupero della memoria storica dei nostri piccoli paesi, attraverso le foto, come ricordo da strappare all’oblio del tempo. È stato invitato a prendere la parola anche il sindaco Vallone che si è detto soddisfatto per la realizzazione della serata e ha ribadito l’importanza della fotografia come ricordo, esortando l’associazione ad andare avanti in questo loro percorso di costruzione.

La passione per la fotografia

A moderare la serata Mariella Epifanio che ha iniziato presentando i due artisti Alberto Polistena , Antonello Cardona e il disegnatore professionista Angelo Lo Torto. In alcune delle loro opere, un chiaro richiamo alla memoria, alla storia dei mestieri, alle superstizioni, alle leggende. Dopo loro, l’intervista al grande fotografo Mario Greco, presidente onorario dell’associazione fotografica, ha rapito letteralmente l’attenzione del pubblico. Il racconto della sua vita, della sua passione, sono stati abilmente spiegati dallo stesso Greco con l’entusiasmo proprio di quei grandi artisti che sanno cogliere anche nelle piccole cose, la grandezza dei luoghi e delle persone ritratte, per poi trasferirle all’emozione di chi le osserva e tramandarle nel tempo come testimonianza di un passato e di un’identità che deve diventare viva radice per le generazioni future. Molto del suo più grande lavoro, è possibile visionarlo sul suo libro “Calabria: storie di uomini e di terre”.  Greco ha anche evidenziato l’importanza di stampare le foto, di averle in maniera tangibile nei ricordi di famiglia, proprio perché diventino testimonianza di una storia non solo per la famiglia che le possiede ma per l’intera comunità a cui la questa appartiene.

La fotografia sociale

A questa, si sono succedute le presentazioni dei membri del direttivo di officina Fotografica: Pino Albanese (presidente), Domenico Garrì e Giuseppe Morello. Parole trascinanti ed emozionanti quelle di Domenico e Giuseppe che hanno raccontato la fotografia sociale, la passione nata da giovanissimi nel cimentarsi fotografi e l’importanza di mettere a disposizione della loro terra le loro esperienze e il loro bagaglio culturale.

I costumi del territorio

La serata è continuata con l’intervista alla professoressa Anna Grillo, attenta ricercatrice storica di aneddoti, storie, usi e costumi del suo territorio che abilmente racconta e condivide attraverso l’uso dei social, corredando ogni post di un patrimonio fotografico di rilevante importanza.

Sul video proiettore è stata poi visualizzata la foto di una giovane coppia di sposi e da questa si è avviata l’intervista alla signora Anna Santariga Marzano, rappresentante di una dei due casati storici del territorio. Ha descritto con intelligenza ed elegante simpatia, come conobbe il marito ed una serie di aneddoti che l’avvicinarono al nuovo mondo in cui era venuta a vivere per amore, mondo che aveva conosciuto attraverso l’importante patrimonio fotografico e documentario di famiglia e che oggi condivide con piacere, con chiunque ne faccia richiesta.

L’intervento dell’antropologo Lombardi Satriani

La serata ha raggiunto il culmine dell’interesse con l’intervento del Prof. Luigi Maria Lombardi Satriani, antropologo di fama internazionale ed ex senatore della Repubblica che abilmente, ha trasportato il pubblico da un malinconico e appassionato resoconto del passato, ad una dettagliata descrizione storica della fotografia, espressione della sua comunità, fino ad una proposta per il futuro, appellandosi ai cittadini e al sindaco di Briatico Lidio Vallone.

La raccolta del patrimonio storico fotografico

La proposta: la raccolta di tutto il patrimonio storico fotografico sul territorio compreso quello della famiglia Lombardi Satriani, molto del quale si deve alla passione fotografica di Alfonso Lombardi Satriani, padre del professore, e la sua catalogazione e riproduzione per diventare un ricco museo delle immagini. Raccolta che verrebbe dedicata alla memoria di Alfonso Lombardi Satriani. Proposta accolta con entusiasmo dal primo cittadino che si è detto disponibile fin da subito ad appoggiare il progetto.

Significativa l’intervista ai figli della signora Santariga Marzano, Raffaella e, del professore, Alfonso, ai quali è stato chiesto se sentissero il peso del patrimonio storico che le loro famiglie, avevano loro tramandato.

In entrambe le risposte un grande carico di emozione e responsabilità. In particolare l’intervento di Alfonso, ha inteso questo patrimonio non un peso ma un’opportunità che va colta e condivisa affinchè sia sempre viva la memoria di ciò che siamo stati, per saper essere, con maggiore coscienza e dignità, domani. Un dovere morale nei confronti dei nostri figli e dei figli che verranno per la nostra terra. Una serata di alto spessore culturale, propositiva per il futuro e gradita da un pubblico numeroso e attento.

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