Presentato anche a Vibo il calendario storico dell’Arma dedicato al patrimonio culturale

I carabinieri e la loro evoluzione negli ultimi decenni raffigurati insieme a tanti siti italiani tutelati dall’Unesco

I carabinieri e la loro evoluzione negli ultimi decenni raffigurati insieme a tanti siti italiani tutelati dall’Unesco

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E’ stato presentato anche a Vibo Valentia, nella sede del Comando provinciale, l’edizione 2019 del calendario storico dell’Arma dei Carabinieri, dedicata alla ricorrenza dei 40 anni dall’inserimento del primo sito italiano nel patrimonio mondiale dell’umanità e, parallelamente, dei 50 anni dall’avvento dei carabinieri per la Tutela del Patrimonio culturale. Un calendario che attraverso le sue pagine presenta una carrellata dei siti italiani tutelati dall’Unesco (54 in tutto, da Ivrea, polo industriale del XX secolo, all’anima arabo-normanna di Palermo, passando per San Gimignano). In parallelo è stato tracciato un breve racconto sull’evoluzione dei Carabinieri negli ultimi decenni. La prefazione al calendario è stata curata dal Comandante generale dell’Arma, Giovanni Nistri, con i carabinieri che divengono quindi parte integrante del paesaggio italiano, inteso pure come identità nazionale, da quando nel 1814 i carabinieri hanno visto la luce. “Se l’Italia è il quadro –ha spiegato Nistri nella prefazione – sarà già un grande onore farle da cornice. La cornice esalta la bellezza di un quadro e al tempo stesso contribuisce a preservarla. Noi Carabinieri, per dare un senso alla nostra missione, non potremmo chiedere di più”. Si parte a gennaio dal Comando Tutela Patrimonio Culturale avviato nel 1969, che di recente ha fornito i primi “caschi blu della cultura” all’Unesco. A febbraio lo sguardo attento di un carabiniere in pettorina simboleggia l’attività investigativa. Nel 1974, da un’intuizione del generale Carlo Alberto Dalla Chiesa, nasce il “Nucleo Speciale di polizia Giudiziaria”, che sviluppa un nuovo modello operativo antesignano del Raggruppamento Operativo Speciale (Ros). Il 1978 è l’anno di nascita del Gruppo di Intervento Speciale (Gis), e l’unità viene descritta nel mese di marzo. Il mese di aprile è incentrato sull’innovazione del numero di pronto intervento “112” introdotto nel 1980. A maggio è il volto di un corazziere a rappresentare il valore dei Reparti per specifiche esigenze, di cui fanno parte, oltre al Reggimento Corazzieri, i Carabinieri degli organismi costituzionali e i Comandi di polizia militare per le Forze Armate e per il Ministero della Difesa. A giugno viene raccontata l’Organizzazione speciale dell’Arma, rappresentata da una donna del Raggruppamento Carabinieri Investigazioni Scientifiche (RaCis), impegnata in una meticolosa ricerca. 
Nelle pagine centrali una donna e un uomo Carabinieri in Grande Uniforme Speciale fanno da sfondo ai siti Unesco centro storico di Napoli, Centro Sorico di Firenze, Venezia e la sua Laguna, centro storico di Roma e le proprietà extraterritoriali della Santa Sede. A luglio il volto determinato di un carabiniere paracadutista rappresenta l’impegno all’estero dell’Arma, mentre nel mese di agosto il volto di un giovane allievo carabiniere rappresenta la formazione e l’addestramento. Lo sguardo limpido e sereno di un atleta carabiniere, proposto nel mese di settembre, è il simbolo dell’attenzione dell’Arma allo sport, con ottobre invece vi è un carabiniere impiegato in ordine pubblico, mentre a novembre è stata rappresentata l’attenzione costante dell’Arma all’ambiente attraverso lo sguardo che va oltre l’orizzonte di un carabiniere forestale. Il Carabiniere Forestale, pur essendo di recente istituzione, affonda le sue radici nella più che trentennale esperienza dell’Arma maturata con i suoi Nuclei operativi ecologici. Con l’assorbimento del Corpo Forestale dello Stato, è stato costituito un Comando interamente dedicato alla salvaguardia della natura con una peculiare attenzione alle molteplici implicazioni dei reati ambientali. L’ultimo mese dell’anno è dedicato alla musica. Sulla pagina di dicembre è rappresentato il volto di una donna carabiniere della Banda musicale dell’Arma. I musicisti del complesso sono l’anima dell’impegno dell’Istituzione nella divulgazione della tradizione musicale bandistica in Italia e nel mondo. 

 

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