Atmosfere suggestive e fedeli ricostruzioni, Mileto diventa la “città dei presepi” – Video

Nella basilica cattedrale allestita una riproduzione della natività di oltre 150 metri quadri. Nella chiesa della Badia riprodotti gli scorci della cittadina normanna

Nella basilica cattedrale allestita una riproduzione della natività di oltre 150 metri quadri. Nella chiesa della Badia riprodotti gli scorci della cittadina normanna

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Uno scorso del presepe nella cattedrale di Mileto
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Circa 150 metri quadri di superficie e una lunghezza di oltre 20 metri. Sono questi i numeri del maestoso presepe allestito in occasione delle festività natalizie nella basilica-cattedrale di Mileto. A realizzarlo, una ventina di volontari che, in piena sintonia con il parroco don Domenico Dicarlo, per oltre due mesi hanno dedicato il loro tempo libero per una giusta causa. Una vera e propria opera d’arte, che ti permette di rivivere immagini, sensazioni, odori e colori propri della magica notte di Betlemme, benedetta e inaugurata ufficialmente dal vescovo Luigi Renzo, al termine della messa pontificale presieduta nella chiesa madre della diocesi di Mileto-Nicotera-Tropea, in occasione della festa patronale di San Nicola. Al centro della scena, come ovvio, campeggia la grotta dove, secondo i racconti evangelici, il Bambinello Gesù è nato. A fare da contorno, frangenti di vita quotidiana e suggestive ambientazioni fatte da cascate, fiumiciattoli, ponti e casette in miniatura. A completare il tutto, l’immancabile gioco di luci e ombre creato ad arte dai volontari. Con l’arrivo del Santo Natale, Mileto si trasforma quasi per incanto nella città dei presepi. Nella cittadina normanna, infatti, oltre a quello della cattedrale i fedeli, i turisti e i tanti emigrati giunti sul territorio per trascorrere le festività insieme ai loro cari, possono in questi giorni ammirare anche il presepe realizzato nella chiesa della Badia. In questo caso, a fare da sfondo alla rappresentazione della natività è uno scenario unico, composto da frammenti di storia cittadina. Una sorta di viaggio a ritroso nel tempo, realizzato con certosina passione e con dovizia di particolari dal maestro miniaturista Francesco Valente. In questo caso, a farla da padrone sono ricostruzioni fedeli di scorci dell’antica capitale normanna, la città abbandonata dai miletesi dopo il terremoto del 1783. Nello specifico, i borghi presenti nelle piante d’epoca, ma anche strutture del nuovo abitato di oltre mezzo secolo fa, come il ponte “Cacariaci”, la galleria nei pressi di San Costantino in cui durante la Seconda guerra mondiale si rifugiava la gente dai bombardamenti e la stazione che sino agli anni 50’ fungeva da punto d’arrivo della tratta ferroviaria Porto Santa Venere-Mileto. 

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