La carica dei Babbo Natale con i bambini del “Vespucci” di Vibo Marina – Video

Lo speciale evento natalizio promosso dalla scuola dell’infanzia. La docente Anna Soriano: «In una provincia ultima per qualità della vita, realtà come la nostra sono un faro di speranza»

Lo speciale evento natalizio promosso dalla scuola dell’infanzia. La docente Anna Soriano: «In una provincia ultima per qualità della vita, realtà come la nostra sono un faro di speranza»

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Il mondo può essere magnifico se l’osservi col filtro dell’amore. Quello della tua famiglia, delle insegnanti e dei bambini. Può essere magnifico anche da una carrozzina. C’è un compagnetto speciale che canta, balla e gioisce assieme a loro. E poi ci sono un mondo di sorrisi e di spensieratezza nella “carica dei 101” piccoli Babbo Natale, messa in scena dai bambini del plesso Cementificio dell’Istituto comprensivo “Amerigo Vespucci” di Vibo Marina, guidato dalla dirigente Maria Salvia. “Cantano gli angeli”, “Stella cometa”, “Il Natale arriva in città”… Le parole e le note accompagnano le coreografie preparate dalle maestre. Ma sono i bambini i protagonisti. I bambini che cantano la venuta del Salvatore e lo spirito di una ricorrenza che spiega Anna Soriano, docente responsabile del plesso, «ci aiuta ad incentivare lo spirito di aggregazione e di solidarietà tra i bambini, seguendo il messaggio educativo di cui questa scuola, come il resto della scuola italiana, deve essere portatrice». Un messaggio che viene rivolto anche ai genitori e alle famiglie, orgogliosamente presenti per applaudire i loro piccoli. «Abbiamo un grande compito – prosegue Anna Soriano – essere un punto di riferimento in un profondo Sud che soffre, privo di strutture e infrastrutture. La scuola, in questo contesto, opera in condizioni molto difficili e per questo deve essere all’altezza. La riuscita di eventi come questo, in cui i bambini sono così felici, integrati, sereni, ci sono di grande conforto e ci spronano a continuare per fare sempre meglio. Insomma, la buona scuola esiste anche al Sud, anche in questa città capoluogo di una provincia ultima per qualità della vita, dove realtà come la nostra sono un faro di speranza».

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