venerdì,Settembre 17 2021

Nuovo teatro comunale di Vibo: ancora in alto mare i lavori di completamento dell’opera

Gli interventi dell’ultimo lotto consegnati dall’amministrazione lo scorso 11 giugno. Dovevano finire in 150 giorni

Nuovo teatro comunale di Vibo: ancora in alto mare i lavori di completamento dell’opera
Il nuovo teatro comunale come si presenta oggi

Se ci si trova a passare da Moderata Durant sembra che il cantiere non sia mai stato aperto. Di operai e mezzi pesanti neanche l’ombra. E poi il grande cancello che chiude l’area esterna è quasi interamente ricoperto da giganteschi rovi e da erbacce rigogliose. In pratica è da settimane che nessuno ci entra. Eppure i lavori per il completamento del nuovo teatro comunale di Vibo Valentia sono stati consegnati dall’amministrazione del capoluogo lo scorso 11 giugno: allo stato attuale – lo ricordiamo – devono essere ancora eseguite le opere che interessano la fornitura degli ascensori, degli arredi, delle poltrone, delle tende e dei rivestimenti della sala, oltre alla sistemazione dell’intera zona esterna, la quale non è prevista nell’appalto originario, ma l’amministrazione ha messo a disposizione le risorse necessarie per un intervento «definitivo e completo». Ad aggiudicarsi la gara è stato il Consorzio stabile Geco di Anzio (provincia di Roma). L’importo complessivo dei lavori è pari a 360.814 di euro. A distanza, però, di oramai quasi tre mesi (l’11 settembre, tra cinque giorni esatti) dalla data di consegna dell’ultimo appalto, i lavori di completamento dell’opera sono ancora in alto mare. Tutto fermo a Moderata Durant. E la storia legata alla realizzazione del nuovo teatro comunale si conferma sempre di più simile a quella della tela di Penelope: infinita. [Continua in basso]

Un passo indietro di quasi 20 anni

La vicenda del finanziamento dell’opera risale addirittura ai primi anni 2000, ossia ai tempi in cui Franco Bevilacqua era senatore della Repubblica ed Elio Costa era al suo primo mandato da sindaco del capoluogo. Al Comune, infatti, arrivò proprio allora il finanziamento per il teatro di circa 12 miliardi di vecchie lire, ottenuto proprio grazie alla spinta dell’ex parlamentare vibonese  di Alleanza nazionale. L’idea iniziale era di realizzarlo su viale Accademie Vibonesi, luogo poi rivelatosi sottoposto a vincolo archeologico. Diversi anni dopo, dall’era Sammarco all’era D’Agostino, fu messa la parola fine alla scelta del sito, che è quello attuale di Moderata Durant, e fu firmato il contratto con la ditta aggiudicataria dei lavori di costruzione dell’opera. La prima pietra, invece, fu posata sotto la seconda amministrazione guidata da Elio Costa, nel 2016. E fu proprio quella giunta a scegliere di accendere un mutuo per evitare che l’opera diventasse una nuova incompiuta. Pallino così passato nelle mani dell’amministrazione guidata dal sindaco Maria Limardo. 

Cosa hanno detto…

Alla consegna dell’ultimo lotto di lavori era presente il sindaco Maria Limardo, secondo la quale quell’11 giugno ha rappresentato «un’altra tappa fondamentale dell’amministrazione che nel corso di questi mesi si è impegnata su tale obiettivo provvedendo al collaudo dei lavori precedenti e all’avvio delle procedure di aggiudicazione di questo nuovo lotto. È superfluo sottolineare l’importanza di un teatro comunale nell’ambito delle iniziative di Vibo Valentia Capitale italiana del libro 2021 le cui  azioni mirano da un lato al potenziamento dei presidi e dei luoghi coinvolti, dall’altro all’acquisizione di infrastrutture tecnologiche e strumentali di supporto alle azioni di sistema e a disposizione degli attori coinvolti, dall’altro ancora – ha concluso il sindaco – alla valorizzazione delle molteplici attività ed iniziative nel campo della promozione della lettura realizzate nel territorio da una pluralità di soggetti pubblici e privati». Lo stesso assessore ai Lavori pubblici Giovanni Russo in occasione sempre della consegna degli ultimi lavori non ha mancato di ricordare che  «anche su questi importanti interventi di completamento del nuovo teatro comunale assicureremo la nostra costante attenzione perché il tutto si svolga nel rispetto dei tempi contrattuali previsti che sono di 150 giorni». Beh, quasi novanta sono già passati con un nulla di fatto.

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