“Per non dimenticare”, Parghelia commemora i suoi caduti – Video

La sala consiliare ha ospitato la manifestazione organizzata dall’amministrazione comunale per ricordare il tributo di sangue versato dal centro vibonese in onore della democrazia

La sala consiliare ha ospitato la manifestazione organizzata dall’amministrazione comunale per ricordare il tributo di sangue versato dal centro vibonese in onore della democrazia

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Un importante tributo di sangue versato per la democrazia. È stato questo il tema principale dell’incontro “Per non dimenticare”, tenutosi ieri nella sala consiliare del Comune di Parghelia. L’ente guidato da Antonio Landro ha voluto avvicinarsi così alla Giornata della memoria del prossimo 27 gennaio, su impulso anche del consigliere delegato alla Cultura, Gabriele Vallone. Presenti, oltre all’amministrazione comunale, anche Enzo Santoro, presidente dell’Istituto del nastro azzurro fra combattenti decorati al valor militare; don Filippo Ramondino, direttore dell’Archivio storico diocesano di Mileto; Girolamo Caparra, insegnante e nipote di un caduto in guerra; Cristina Anello, presidente della locale Proloco, tutti coordinati dal giornalista Pino Vita. Santoro ha voluto ricordare l’importanza dei calabresi nei conflitti mondiali che hanno segnato il ‘900: «La Calabria è la terza regione d’Italia per percentuale di caduti su truppe mobilitate nella Grande guerra del ’15-’18, il che significa un contributo importantissimo alla Nazione, così come Parghelia, con i suoi 50 caduti, ha versato il proprio tributo». Vallone ha invece posto l’accento sulla finalità didattica della manifestazione: «Non vogliamo solo ricordare, ma anche trasmettere alle future generazioni ciò che la guerra è stato e ciò che potrebbe essere in futuro». Il primo cittadino Landro ha invece annunciato un’importante opera nell’ottica della commemorazione: «Spero di riuscire, entro l’anno in corso, a far realizzare un monumento ai caduti di tutte le guerre per ricordare chi ha contribuito alla pace e alla democrazia delle nuove generazioni».

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