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Arriva il tanto atteso vincolo da parte del ministero per i Beni e le attività culturali. Si spera sia il primo passo per un pieno recupero dell’importante edificio, fulgido esempio di architettura antisismica

L'ex Palazzo vescovile di Mileto
Cultura

Arriva la conferma tanto attesa per la città di Mileto. L’ex Palazzo vescovile di via Duomo è divenuto a tutti gli effetti un bene di interesse storico-architettonico e, quindi, è stato sottoposto a vincolo da parte del ministero per i Beni e le attività culturali. Nelle scorse settimane Il Vibonese aveva dato la notizia dell’avvio, su input della Soprintendenza per l’archeologia, le belle arti e il paesaggio per la città metropolitana di Reggio Calabria e la provincia di Vibo Valentia, da parte della Direzione generale di settore della procedura tesa a discutere la pratica. Oggi, è giunta la notizia che nella giornata di lunedì la Commissione regionale per il patrimonio culturale della Calabria ha concluso positivamente la procedura, ponendo finalmente sotto tutela l’antico edificio e dichiarandolo, quindi, bene di interesse storico-architettonico. Dopo decenni di attesa, dunque, è stato finalmente scardinato il muro di gomma che per lungo tempo ha contrassegnato la vicenda inerente alla salvaguardia dell’ex Palazzo vescovile. E questo, grazie alla sensibilità degli attuali rappresentanti del Mibac e all’impegno del Comune, nella figura soprattutto dell’architetto Salvatore Lascala, e del Dipartimento di Architettura dell’Università Roma 3, che con i professori Ginevra Salerno, Enrico Pagano e Michele Zampilli ha tempo fa avviato degli studi approfonditi proprio su tale edificio, avendo riscontrato in esso una rarissima testimonianza della prima ricostruzione post-terremoto del 1783, costituente un esempio di edificazione realizzata nel rispetto di un corpus di norme tecnico giuridiche (il primo codice antisismico europeo) tale da resistere ai numerosi eventi tellurici successivi.

Un ruolo importante lo ha giocato anche il Codacons, guidato a livello provinciale dall’avvocato Claudio Cricenti, a sua volta intervenuto per sollecitare la definizione del procedimento atto a promuovere la tutela del patrimonio storico, culturale ed architettonico del bene, tra l’altro già soggetto alle norme del Piano di recupero del centro storico. L’apposito decreto di vincolo giungerà a breve nelle mani delle parti interessate. C’è da dire, tuttavia, che questo rappresenterà solo il primo passo verso il reale salvataggio del bene, oggi ridotto in stato di deplorevole degrado e abbandono. Una cosa di cui è ben conscio anche l’attuale commissario prefettizio Sergio Raimondo, dall’agosto scorso chiamato a gestire in via straordinaria il Comune di Mileto, il quale, dopo aver espresso entusiasmo «per l’ottenimento di questo enorme risultato» e ringraziamenti «alla professoressa Salerno, all’architetto Lascala, al dottore Giuseppe Currà e alle altre istituzioni preposte per il fondamentale impegno profuso in tal senso», oggi spiega come il vincolo e la dichiarazione di bene di interesse storico decretati dal Mibac «consentiranno, già da subito, di lavorare con maggiore profitto per l’intercettazione e l’ottenimento di finanziamenti al riguardo».           

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