Terremoto centro Italia, giochi e materiale didattico per l’asilo di Camerino

Il gesto di solidarietà della parrocchia di Favelloni che, con una delegazione, ha fatto tappa nei luoghi devastati dal sisma

Il gesto di solidarietà della parrocchia di Favelloni che, con una delegazione, ha fatto tappa nei luoghi devastati dal sisma

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La delegazione di Favelloni a Camerino

Parole cariche di gratitudine e di speranza quelle contenute nella lettera inviata dall’arcivescovo Francesco Massara della diocesi di Camerino-San Severino alla comunità di Favelloni per la «visita fraterna alla città». Il piccolo centro del Cessanitese, infatti, si è fatto portavoce di un gesto simbolico, di vicinanza nei riguardi delle popolazioni colpite dal sisma nell’agosto 2016. Tramite una raccolta fondi, la parrocchia guidata da don Andrea Campennì, ha acquistato giochi, materiale didattico e cancelleria per una scuola dell’infanzia. All’inaugurazione dell’asilo e alla consegna dei “doni” ha partecipato anche una delegazione di Favelloni e il sindaco Francesco Mazzeo. Un momento speciale, in una fase di recupero delicata per i paesi lungo gli Appennini, duramente provati dal sisma. «La vostra visita – ha aggiunto l’arcivescovo – ha rappresentato un segno importante di comunione e di condivisione. Per questo – ha precisato – desidero ringraziarvi per la vostra presenza semplice, affettuosa e solidale e per il materiale didattico che avete voluto generosamente donare alla nuovissima scuola per l’infanzia della parrocchia di San Venanzio appena inaugurata».

Sull’esperienza in terra marchigiana, sul sopralluogo nella zona rossa, ancora oggi piantonata dai militari per evitare episodi di sciacallaggio e sul silenzio delle rovine del borgo, il primo cittadino ha voluto lanciare un messaggio: «Camerino non va abbandonata, insieme a tutti gli altri Comuni dell’Appennino di cui nessuno parla mai. Bisogna tenere alta l’attenzione, anche recandosi in quei luoghi». Grande la forza della popolazione, che anche nei momenti più bui non ha smesso di lottare e trasmettere positività: «Fare del bene è qualcosa che gratifica l’uomo. Quel giorno non lo dimenticheremo, abbiamo portato con noi un pezzo di Camerino e lasciato lì parte del nostro quotidiano» ha invece commentato don Andrea aggiungendo: «Siamo ritornati a Favelloni con una grande carica interiore». In quei luoghi ricchi di storia e bellezza, devastati dalla macerie, si cerca di aiutare e fare in modo che la gente non abbandoni i propri centri. Per questo, ha ribadito infine l’arcivescovo Massara, si stanno programmando iniziative di sistemazione che, benché provvisorie, si estenderanno per lungo tempo. 

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