domenica,Novembre 28 2021

Al Convitto di Vibo di scena il volume “Storia di lotta e di anarchia in Calabria”

Il libro, curato dallo storico Piero Bevilacqua, tratta avvenimenti storici significativi, quali le guerre mondiali ed eventi più recenti quale l’eccidio di Melissa di cui ricorre in questi giorni l’anniversario

Al Convitto di Vibo di scena il volume “Storia di lotta e di anarchia in Calabria”
Il tavolo dei relatori

Si è svolto presso il Convitto “Gaetano Filangieri” di Vibo Valentia un convegno che ha rappresentato una opportunità di approfondimento di alcuni avvenimenti storici significativi, quali le guerre mondiali insanguinate dalla morte cruenta di tanti giovani i cui nomi sono iscritti sulle epigrafi poste all’entrata dell’edificio scolastico, e nondimeno eventi più recenti quale l’eccidio di Melissa di cui ricorre in questi giorni l’anniversario. L’occasione è stata offerta dalla presentazione del volume “Storie di lotta e di anarchia in Calabria”, edito da Donzelli nel 2021 e curato dallo storico Piero Bevilacqua che è il risultato di una ricerca, nata da un’idea della cantastorie Francesca Prestia e realizzata dalla Fondazione Imes Catanzaro, presieduta da Armando Vitale, con la partecipazione di storici locali, giornalisti, professori universitari e grazie al contributo della Regione Calabria. [Continua in basso]

Erano presenti studenti e docenti delle scuole secondarie e, nello specifico dei tre Licei “Morelli-Colao”, “Berto” e “Capialbi” insieme a rappresentanti della Consulta studentesca che hanno dimostrato di cogliere l’obiettivo della ricerca, ovvero la ricostruzione unitaria delle vicende della mobilitazione popolare, e poi anche sindacale, per l’affermazione dei diritti dei lavoratori e delle classi subalterne in Calabria nel corso del ’900.

A rendere ancora più partecipata la narrazione, l’esibizione della cantastorie Francesca Prestia che ha interpretato le ballate di cui è autrice accompagnata anche da video storici dell’istituto Luce. Ha moderato l’incontro lo storico Salvatore Bullotta che ha introdotto le varie relazioni collegando tra loro gli avvenimenti descritti: dalla battaglia dei salinari di Lungro (1903), fino alla grande manifestazione dei sindacati del 1972 a Reggio Calabria, passando dalle lotte contadine per le terre e il diritto alle cure, alla decimazione della Brigata Catanzaro, dall’uccisione di Giuditta Levato all’eccidio di Melissa, all’attività degli anarchici calabresi oltreoceano, la Resistenza al nazifascismo, i fatti di Reggio per il capoluogo ed altre storie di sconfitti, di ribelli, di donne coraggiose. [Continua in basso]

Il presidente della Fondazione Imes, Dino Vitale ha illustrato il volume nel suo complesso portando l’uditorio a chiedersi se la Calabria sia stata sempre una terra di rassegnazione e di sconfitti o se, al contrario, essa abbia conosciuto mobilitazioni collettive e storie individuali indirizzate all’affermazione dei diritti. Il professore Mario Saccà ha invece approfondito con dovizia di particolari le vicende della Brigata Catanzaro e ricordando il sacrificio umano dei tanti uomini calabresi che andarono a morire lontano per difendere la libertà della Patria.

Claudia Carlino, segretario regionale Spi-Cgil, ha fatto un excursus sull’attività del sindacato a favore della difesa dei diritti dei lavoratori di ieri e di oggi. Molto apprezzato l’intervento del Colonnello Bruno Capece, che ha intrattenuto gli studenti, anche prima dell’incontro, sui temi della legalità nel contesto attuale e nella storia. Il rettore del Convitto, Alberto Capria ha socializzato l’intenzione di proseguire sulla traccia lasciata dall’iniziativa con una serie di seminari di studio sulla Letteratura calabrese che si svilupperanno nel corso dell’anno scolastico. Ed infine, Franca Falduto, organizzatrice dell’evento, ha voluto rinnovare l’emozione del ricordo delle tante giovani vite mietute dall’orrore della guerra ricordando che una delegazione delle Consulte studentesche visiterà il treno storico che, per commemorarne il centenario, sta ripercorrendo il viaggio della salma traslata del Milite Ignoto da Aquileia a Roma dopo essere stata scelta simbolicamente da una madre tra le undici che le erano state indicate. [Continua in basso]

L’attenzione degli studenti in sala ed il loro interesse per la mostra fotografica che rimarrà esposta nel corridoio di rappresentanza del Convitto Filangieri, conferma che far conoscere loro modelli di vita pervasi di quei valori immortali che la storia ci insegna, è la giusta via per far crescere in loro quell’indispensabile senso civico che dovrà sostenerli nella vita.

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